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Sanità, il «quadro desolante» della Calabria

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

La Procura contabile stigmatizza il caos organizzativo e gestionale che da anni impedisce l’attuazione del rientro dal disavanzo 

Doppi pagamenti, bilanci in perdita, conti che non tornano. Le gravi criticità della sanità calabrese risaltano in tutta la loro evidenza e drammaticità nella relazione della Corte dei Conti per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2022. «Un quadro desolante», scrive esplicitamente la Procura regionale contabile guidata dal magistrato Maria Rachele Anita Aronica nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile calabrese, in corso questa mattina a Catanzaro. 

«È nota – sostiene la Corte dei Conti - la situazione in cui versano le Asp. L'Asp di Reggio Calabria non ha presentato i bilanci dal 2013 fino al 2018, l'Asp di Cosenza non ha presentato i bilanci del 2018 e 2019 ma anche le altre aziende sanitarie e ospedaliere non stanno bene. Risulta infatti che, per il 2020, tutte le aziende del servizio sanitario calabrese chiudono in perdita. Inoltre il precedente commissario per il rientro dal disavanzo non ha approvato i bilanci 2018 e 2019, salvo per le aziende ospedaliere di Reggio Calabria e di Cosenza. Questa situazione paradossale – prosegue la relazione - è sempre stata stigmatizzata dalla sezione di controllo della Corte dei Conti Calabria.

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