del calcio in riva allo Stretto. La Fenice Amaranto si è aggiudicata il marchio della Reggina 1914. Il club che dal 2023, dopo il fallimento della Reggina 1914, milita nel campionato di serie D ha presentato l’offerta più alta rispetto a quella proposta dal Comune di Reggio Calabria. Si era invece ritirato precedentemente, per rispetto verso il Comune di Reggio Calabria, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi. L’apertura delle buste al tribunale di Reggio Calabria, ha fatto emergere una cifra nettamente superiore (125mila euro) rispetto a quella dell’amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà, bloccando sul nascere l’eventuale asta.
Dopo l’acquisizione, il club amaranto (ormai ex Lfa Reggio Calabria), attraverso il presidente Virgilio Minniti, il vicepresidente Fabio Vitale, il dg Antonino Ballarino, il club manager Giuseppe Praticò, ha ringraziato il Tribunale di Reggio Calabria e gli organi della liquidazione giudiziale della Reggina 1914 «per la estrema cura della conduzione di una procedura complessa. Considerato l’impatto sociale, le problematiche connesse al mondo della Figc e il dovere di garantire la tutela massima per i creditori, il Tribunale è riuscito a effettuare un lavoro certosino nel rispetto delle precise direttive della procedura di liquidazione giudiziale. Il club ringrazia la presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Mariagrazia Arena, il presidente della prima sezione civile, Giuseppe Campagna e agli organi della procedura Stefano Cantone e ai curatori, avvocato Vanessa Russo e dottor Marcello Febert per aver operato in tempi record, permettendo alla società e alla città di riappropriarsi della storia ultracentenaria della Reggina e garantendo un introito importante per i creditori per il quale siamo orgogliosi di aver potuto contribuire».
Alla fine soddisfatto anche il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, che ha infatti tenuto nella sede del Comune una conferenza stampa congiunta proprio con i vertici della Fenice Amaranto: «Un bene che noi abbiamo definito un patrimonio collettivo della città - ha sostenuto Falcomatà - non poteva essere paragonato alla stregua di una semplice asta per l’acquisizione di un supermercato. Siamo lieti di esserci stati come amministrazione comunale e
devo dire che si è conclusa nel migliore dei modi perché il marchio è andato alla società che oggi anche a livello sportivo è la più rappresentativa della nostra città. E di questo va dato merito al direttore generale Nino Ballarino, al presidente Virgilio Minniti, al dottore Tagliavento in rappresentanza del sindaco di Terni Bandecchi».



