un’immersione nella Torino degli anni ’60 e ’70, da figlio della Calabria trapiantata al Nord, un’esplorazione di temi universali come l’amicizia, la passione, la delusione, la perdita e la ricerca della felicità. C’è tutto questo "Rimpalli", l'ultimo libro di Teodoro Lorenzo, ex calciatore professionista negli anni '80, con l'Alessandria dopo essere cresciuto nelle giovanili della Juventus, e oggi avvocato affermato.
Classe 1962, il padre originario di San Roberto e la madre di Bagaladi, due comuni in provincia di Reggio Calabria, tutte le estati fino ai 18 anni in vacanza nel rione Sbarre a Reggio Calabria, in "Rimpalli" (Voglino Editore) Lorenzo guida il lettore guida attraverso i ricordi della sua adolescenza, trasportandolo nel cortile di via Bogino 23, cuore pulsante di una Torino che non esiste più. Un mondo di case di ringhiera, di famiglie operaie, di bambini che sognano il mare e giocano a pallone. Il cortile diventa il microcosmo in cui si sviluppano le prime amicizie, le prime sfide, le prime delusioni. La passione per il calcio è il filo conduttore che attraversa l’intero romanzo. Lorenzo racconta con nostalgia gli infiniti pomeriggi trascorsi a rincorrere un pallone, le dispute accese per un gol contestato, le figurine collezionate con cura maniacale. L’esperienza calcistica diventa una metafora della vita stessa per Lorenzo: la conquista di ogni “spiazzo” rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita personale, un’occasione di confronto con i propri limiti, di scoperta del valore dell’amicizia e del gioco di squadra. Il passaggio dal calcio di Piazzetta all’esperienza professionistica segna un punto di svolta nella narrazione. Lorenzo descrive con lucidità il mondo del calcio professionistico, svelandone le dinamiche spesso spietate. La competizione, la pressione, le aspettative, le delusioni: il calcio diventa un banco di prova per mettere alla prova le proprie capacità, ma anche per confrontarsi con la durezza della realtà.
Lungo il suo percorso, Lorenzo incontra figure indimenticabili che lasciano un segno profondo nella sua vita. Mario Pedrale, l’allenatore delle giovanili della Juventus, incarna la figura dell’educatore che trasmette ai suoi ragazzi non solo i fondamentali del calcio, ma anche valori essenziali come il rispetto, l’umiltà, la disciplina. Pietro Anastasi, centravanti della Juventus e idolo d’infanzia di Lorenzo, rappresenta invece il modello del campione che, pur con i suoi limiti tecnici, riesce ad affermarsi grazie alla sua capacità di superare le avversità.



