Questa festività, che spesso coincide con l’arrivo del bel tempo, è in genere occasione per molti per fare i bagagli e trascorrere qualche giorno fuori casa. Ma sarà più difficile nel 2026 superare i confini nazionali: da un lato a causa dei conflitti che minano la stabilità geopolitica e la sicurezza, dall’altro per i costi, che soprattutto sul fronte dei voli hanno raggiunto picchi davvero impressionanti. Come ogni anno, l’Onf ovvero l’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei viaggi in treno, pullman e aereo, effettuando il confronto anche con il 2025.
Secondo le prime stime una famiglia su sette sceglierà di trascorrere la festività fuori casa. Di questi oltre il 96% resterà in Italia, approfittando dell’ospitalità di amici e parenti, oppure scegliendo soluzioni low cost in strutture ricettive o appartamenti in affitto.
A viaggiare saranno soprattutto studenti e i lavoratori fuorisede che torneranno a casa, per festeggiare con i propri cari. Ma chi mette in programma di spostarsi dovrà fare i conti con forti aumenti dei costi dei biglietti e della benzina.
In molti sceglieranno di spostarsi in auto, spendendo però, rispetto alla Pasqua dell’anno scorso, circa il +4% per la benzina e il +26% per il diesel, nonostante il taglio delle accise completamente eroso da aumenti e fenomeni speculativi.
Ma gli aumenti non mancano anche per chi sceglie di viaggiare diversamente: nel confronto con l’anno precedente, i costi dei voli per le tratte monitorate sono aumentati mediamente del 23%, con picchi di oltre l’80% per il collegamento Milano e Londra e del 73% tra Milano e Parigi.
Nel periodo pasquale, viaggiare in treno costa il +11% rispetto al 2025. Ma le differenze maggiori si rilevano tra i costi dei biglietti durante le festività e quelli applicati nei periodi ordinari.
I risultati confermano aumenti significativi su tutte le principali tratte. In particolare, i costi dei viaggi in treno aumentano mediamente del +47%, con picchi fino al +65% sulla tratta Milano e Bologna.
Il viaggio in pullman risulta ancora il più economico, ma è quello che registra i rincari più elevati. Mediamente i biglietti aumentano del +72%, con il record sulla Roma e Cosenza, che ha una tariffa più elevata del +112% rispetto a un weekend di marzo.
Ogni anno si denunciano queste maggiorazioni spropositate e ingiustificate, ma ancora non si è deciso di porre dei limiti. A pagarne le conseguenze sono i cittadini, specialmente i fuorisede.
Per questo l’associazione chiede un intervento delle Autorità competenti per garantire un accesso equo alla mobilità e arginare la speculazione.
“È arrivato il momento di porre un faro su questi sovrapprezzi” sostengono gli analisti, sottolineando come spesso al rincaro si accompagnino ritardi e disservizi.
Arrivare in Calabria non è meno costoso. Federconsumatori Calabria ha rilevato le offerte dalle città del centro nord verso le principali destinazioni regionali. Ne emerge una giungla di prezzi.
Per chi parte sabato 4 aprile, si rilevano aumenti sino al 15% su alcuni voli come il Milano Bergamo e Lamezia, mentre si registra un +10,12% sulla tratta Roma e Lamezia Terme. Migliora l’offerta per Crotone, ma i prezzi in questo caso, con uno scalo, arrivano sino a 480 euro per un Torino e Crotone.
Agli aumenti generalizzati del 47%, si aggiungono quelli particolari per raggiungere la punta dello stivale. Il costo dei biglietti varia di giorno in giorno, esponendo i viaggiatori a un’altalena intollerabile.
Confrontando le offerte di Italo e Trenitalia, si nota che il primo vettore consente di risparmiare sino al 40% rispetto al maggior competitor sulla costa tirrenica, toccando centri come Scalea, Paola, Vibo Pizzo, Rosarno, Villa San Giovanni e Reggio Calabria.
Tuttavia, i dati sulle frecce nella settimana antecedente la Pasqua mostrano incrementi spaventosi rispetto al 2025: dal 56% per la Bologna e Lamezia Terme sino al 133% per il collegamento tra Milano e Reggio Calabria Centrale.



