chiede al Parlamento l'inserimento nella Legge di stabilita' di norme a favore della stabilizzazione degli Lsu e Lpu calabresi. La sorte occupazionale dei precari storici e' una problematica molto sentita a Pizzo, dove in tutti i settori dell'amministrazione napitina lavorano da molti anni 46 Lsu, a fronte di 39 dipendenti regolarmente in organico. L'apporto di questi lavoratori e' dunque indispensabile per consentire al Comune di funzionare, come hanno dimostrato i forti disagi che si sono registrati in seguito al recente sciopero regionale dei precari storici, che si sono mobilitati per contrastare lo stallo finanziario e legislativo che impedisce la loro stabilizzazione. Nella convinzione che il problema non sia soltanto occupazionale, ma riguardi anche la funzionalita' stessa delle pubbliche amministrazioni che impiegano Lsu e Lpu, la maggioranza consiliare ha portato all'attenzione dell'Assemblea un documento con il quale si chiede al Legislatore nazionale di individuare le risorse necessarie per la stabilizzazione dei lavoratori in questione, affinche' possano essere assunti dai rispettivi Enti, qualora quest'ultimi presentino carenze d'organico alla data del 31 dicembre 2012. In altre parole, la delibera si ispira a quanto gia' previsto in passato dal Decreto legislativo n. 81 del 2000, che stanzio' risorse per incentivare le assunzioni degli Lsu e Lpu nei piccoli Comuni. Nel documento, infatti, si chiede al Parlamento di prevedere un contributo per ogni lavoratore da assumere, capace di coprire almeno il 90 per cento degli oneri retributivi e contributivi. Il Comune, dunque, farebbe comunque la sua parte, limitatamente pero' alla sua ridotta capacita' di spesa. "La pagina del precariato nelle amministrazioni pubbliche va chiusa definitivamente - ha affermato il sindaco Gianluca Callipo, a margine del dibattito in Consiglio -, ma non lo si puo' fare semplicemente cancellando con un tratto di penna questi lavoratori, alcuni dei quali operano da decenni nei rispettivi enti. A rischio, dunque, non e' soltanto il loro futuro occupazionale, ma anche la capacita' operativa delle amministrazioni dove sono impiegati. Se venisse meno il loro apporto lavorativo, infatti, si verificherebbe una vera e propria paralisi in quegli Enti, come il Comune di Pizzo, dove il numero degli Lsu e' addirittura maggiore dei dipendenti pubblici in organico". (AGI)
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PIZZO(VIBO VALENTIA) - Il Consiglio comunale di Pizzo ha discusso e approvato questo pomeriggio un documento con il quale
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