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'Ndrangheta: maxi sequestro, anche il centro commerciale Due Mari

CATANZARO - Nuovo colpo degli inquirenti agli interessi

economici delle cosche di 'ndrangheta attive in Calabria. Beni per un valore di 500 milioni di euro, infatti, riconducibili ad affiliati alla cosca di 'ndrangheta di Iannazzo di Lamezia Terme, sono stati sequestrati dal nucleo di polizia tributaria di Catanzaro della Guardia di Finanza nell’ambito dell'operazione denominata "Nettuno", coordinata dal pubblico ministero della Distrettuale antimafia Elio Romano sotto le direttive del procuratore della Repubblica facente funzioni, Giovanni Bombardieri.

Tra i beni sequestrati c'è il centro commerciale "Due mari", ubicato a Maida, tra Catanzaro e Lamezia Terme, di proprietà dell’imprenditore Franco Perri che lo scorso giugno era stato coinvolto in una operazione contro le 'ndrine 

Il sequestro di beni è stato disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo. Gli altri beni oggetto del provvedimento sono ubicati in varie zone della Calabria e consistono in una lunga serie di beni mobili ed immobili, società e titoli bancari riconducibili a 65 persone fisiche e 44 persone giuridiche, nello specifico si tratta di vari depositi bancari, 53 terreni, 27 tra auto e moto, 21 quote societarie e 24 complessi aziendali di cui 17 nella grande distribuzione alimentare.

Oltre che il Centro Commerciale Due Mari sono stati posti sigilli a svariati beni tra automezzi, rapporti bancari, quote societarie, appezzamenti di terreni, appartamenti, fabbricati, complessi aziendali relativi ad attività commerciali in diversi settori economici quali calzature, costruzioni, commercio di autoveicoli. Tra i beni di rilievo posti sotto sequestro ci sono anche l’ipermercato Midway e La Nuova Nave a Lamezia Terme, anche queste riconducibili all’imprenditore Francesco Perri, secondo il Gico della Guardia di finanza e la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro vicino alla 'ndrangheta. Perri, per gli inquirenti, avrebbe stretto con il capo cosca Vincenzino Iannazzo «un solido e proficuo rapporto di natura sinallagmatica al punto tale da essere definito colluso». Altri beni del gruppo Perri si trovano anche in provincia di Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria.

Nel frattempo, la Direzione distrettuale antimafia ha chiarito che il Centro Commerciale non sarà chiuso, né ci sarà alcuna interruzione della sua attività: «Saranno garantiti i livelli occupazionali delle attività commerciali interessate dai sequestri - ha detto il procuratore facente funzioni di Catanzaro, Giovanni Bombardieri - così come sarà garantita la fruibilità per la popolazione». 

«Niente verrà chiuso – ha precisato Bombardieri – e sono stati già individuati una serie di professionisti che dovranno garantire la continuità di queste attività commerciali». 

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