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Il viaggio di Gratteri e Nicaso nei “fiumi d’oro” della ’ndrangheta calabrese

Il viaggio di Gratteri e Nicaso nei “fiumi d’oro” della ’ndrangheta calabrese

"Fiumi d'oro", dunque, che intossicano non solo milioni di persone ma sono anche capaci di mettere in crisi l'economia pulita di molte nazioni occidentali. "Creano – sottolinea Gratteri – un problema enorme anche sul piano economico. Se io immetto miliardi di euro sul mercato legale è ovvio che altero le regole del libero mercato e allo stesso modo posso

drogare le regole di una libera democrazia fino a farla saltare. Io posso comprare alberghi, ristoranti e pizzerie ma se compro pezzi di giornali e televisioni acquisisco potere perché posso cambiare il pensiero della gente".

'Ndrangheta ricca, "fiumi d'oro" ma economia povera in Calabria come nei paesi produttori della coca. Anche questo è frutto di una scelta di governo dei territori da parte delle cosche: "I flussi finanziari della droga per certi Stati possono essere un grande indotto per l'economia legale. Però bisogna anche tenere conto di un altro aspetto. In Sud America viene reinvestito solo il 9% del denaro ottenuto con la vendita della cocaina. Il resto del guadagno viene speso dai cartelli colombiani in Europa alla stessa maniera delle nostre mafie, che investono e comprano in Belgio, Olanda, Spagna, Portogallo, e Germania".

Tutta farina del sacco dei narcotrafficanti? "Non sarebbero così imbattibili – ammonisce Gratteri – senza i solidi rapporti con altri poteri esterni. Con la politica sicuramente molto forti, fortissimi con la massoneria deviata. Paradossalmente resiste ancora il sistema delle grandi banche. Posso dire che le incursioni della 'ndrangheta nelle banche sono possibili soprattutto in quelle piccole a carattere locale. Sono più vulnerabili e avvicinabili in operazioni di riciclaggio perché i consigli di amministrazione sono costituiti soprattutto da gente del territorio. Le grandi banche internazionali e nazionali, invece, non rischiano grandi riciclaggi".

Con una sola eccezione che oggi la "Brexit" rende ancora più allarmante: "Posso confermare che la City londinese è la capitale del grande riciclaggio, perché il sistema normativo inglese è molto permeabile. Il Regno Unito è diventato una sorta di porto sicuro per gli investimenti dei capitali mafiosi e, altresì, un luogo dove trovare efficienti servizi per la realizzazione di complesse strutture societarie create al solo scopo di favorire il riciclaggio dei soldi sporchi. Ci sono soggetti e società di servizi che si adoperano al fine di costituire società schermo che vengono vendute 'chiavi in mano'. Forniscono atti costitutivi, edifici, i soci e gli amministratori di facciata attraverso i quali agevolare la commissione di reati di natura finanziaria, fiscale e societaria. E le mafie sfruttano tutto questo". 

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