Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”.
Particolarmente importante è il secondo comma dell'art. 48 Cost. il quale stabilisce i caratteri del voto, definendolo personale, eguale, libero e segreto, e qualificandolo come dovere civico.
Il voto è personale: vuol dire che non può essere delegato ad altra persona.
Il voto è eguale: ogni voto ha lo stesso valore di tutti gli altri. Non sono ammessi il voto plurimo e il voto multiplo.
Il voto è libero :vuol dire che la volontà dell'elettore non può essere costretta.
Il voto è segreto nel senso che l'elettore ha diritto di isolarsi al momento di votare e deve mantenere il segreto su quanto avvienedurante il voto; prima e dopo il voto la persona è invece del tutto libera di dichiarare pubblicamente per chi voterà o ha votato.
Questi che sono principi e valori acquisiti sul diritto di voto in Italia non lo sono sempre stati nel nostro Paese e tuttora non lo sono in molti paesi del mondo.
Per esempio, prima dell'introduzione del suffragio universale, il diritto di voto era limitato per censo (suffragio censitario) o per cultura (suffragio capacitorio).
In Italia il diritto di voto nel 1861,anno dell’Unità d’Italia, era riservato ai soli cittadini maschi di età superiore ai 25 anni e di elevata condizione sociale. Nel 1881 il Parlamento approvò l'estensione del diritto di voto e fu ammessa anche la media borghesia; inoltre il limite d'età fu abbassato a 21 anni. Non votavano ancora le donne, nonostante in Europa stessere nascendo dei movimenti attivi per il riconoscimento del diritto di voto anche alle donne, ad esempio il movimento delle Suffragette (suffragio inteso come voto) nel Regno Unito.
Una nuova conquista si registra nel 1912 quando, su proposta di Giovanni Giolitti, il Parlamento approvò l'estensione del diritto di voto a tutti i cittadini maschi a partire dai 21 anni di età che avessero superato con buon esito l'esame di scuola elementare e tutti i cittadini di età superiore ai trenta anni indipendentemente dal loro grado di istruzione.
Il suffragio universale maschile vero e proprio è stato introdotto con la legge n. 1985/1918, che ha ammesso al voto tutti cittadini maschi di età superiore ai ventuno anni, nonché i cittadini di età superiore ai diciotto anni che avessero prestato il servizio militare durante la prima guerra mondiale.
In Italia le donne votano per la prima volta nel 1946 decidendo tra la forma di governo repubblicana o la monarchia.
Attualmente in Italia il voto è un dovere e un diritto di tutti i cittadini con almeno 18 anni d'età.
Considerando tutte le lotte intraprese per arrivare al riconoscimento del diritto di voto così come previsto nella nostra Costituzione, e considerando che in tanti paesi del mondo il diritto di voto non è affermato pienamente, oppure il voto non è libero o non è riconosciuto alle donne, ritengo sia giusto andare a votare, pur esprimendo scheda bianca, per dare la giusta importanza a questo straordinario strumento di democrazia.
Raffaele Mauro 2^B
Convitto Nazionale P. Galluppi



