1140x150-completo-di-qrcode

antincendio-calabriaverde-2023

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)
Maxi sequestro a Cosenza. Imprenditore accusato di bancarotta fraudolenta

Maxi sequestro a Cosenza. Imprenditore accusato di bancarotta fraudolenta

COSENZA - Sarebbero state accumulate illecitamente le ricchezze sequestrate questa mattina dalla Guardia di finanza su disposizione del Tribunale di Cosenza. I sigilli sono stati apposti a un patrimonio di oltre 22 milioni di euro nei confronti di quattro persone socialmente pericolose per ripetuta evasione fiscale fatta attraverso la gestione di società operanti nel settore del commercio di autoveicoli e immobiliare.

A finire sotto sequestro, per la netta sproporzione del patrimonio disponibile rispetto ai redditi dichiarati, insufficienti a soddisfare anche primarie esigenze di vita sono stati: 3 complessi aziendali; 19 fabbricati; una villa di prestigio; due capannoni industriali di rilevanti dimensioni, tre appezzamenti di terreno. Per un totale di 22 milioni di euro.

Le Fiamme Gialle calabresi del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza hanno infatti eseguito la misura di prevenzione patrimoniale, emessa dal Tribunale di Cosenza – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica, a seguito di una articolata e complessa attività di accertamento che avrebbe consentito di applicare a quattro persone ritenute, fiscalmente pericolose in quanto dedite, nel tempo, a commettere numerosi reati fiscali, societari e fallimentari, le norme previste nel Codice Antimafia, per il contrasto ai reati di criminalità organizzata.

In particolare, l’imprenditore destinatario della misura di prevenzione, Antonio Ioele, 43 anni, di Montalto Uffugo, opera nel settore immobiliare e delle concessionarie d'auto, si sarebbe reso responsabile dei reati di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, bancarotta fraudolenta per aver sottratto illecitamente al fisco i proventi destinati alla tassazione, reimpiegandoli nella realizzazione di altre attività commerciali facenti capo ai sodali, ovvero investendoli nell’acquisto di beni immobiliari riconducibili al cospicuo patrimonio del medesimo.

Gli accertamenti patrimoniali, sono stati avviati a seguito di un’analisi di rischio effettuate in sede centrale dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza (S.C.I.C.O.) e sviluppata dai Finanzieri del capoluogo Bruzio. Partendo dall’esame dei plurimi reati fiscali, fallimentari e societari commessi e già oggetto di indagini e culminate nell’anno 2016 con l’arresto e la condanna alla pena di anni tre di reclusione dell’imprenditore, i finanzieri hanno ricostruito i redditi e le disponibilità economico-finanziarie maturati in un arco temporale di oltre 20 anni in capo ai diversi soggetti appartenenti ad un medesimo nucleo familiare.

Vota questo articolo
(0 Voti)

 La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo