ad una mammella piuttosto che ad un pettovilloso e sterile e l’amministrazione lo ha cancellato, censurando una rivendicazione legittima e offendendo migliaia e migliaia di utenti che lo avevano condiviso”.
Per il Garante: “In Italia, grazie al cielo, la maternità surrogata è vietata, dunque Facebook contravviene alle leggi di un Paese che, tramite un rappresentante istituzionale, sprona l’opinione pubblica e i governanti a farsi portavoce laddove, invece, è permessa. Il signor Zuckerberg dovrebbe spiegare ai suoi amministratori che ci sono ben altre pagine da censurare e che invece rimangono impunemente attive”.Contro la decisione di Facebook, Marziale annuncia: “Farò un esposto al Governo, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, alla Polizia Postale, al Corecom e ad altre istituzioni perché è inaccettabile che un veicolo di trasmissione del pensiero, rivendicante i diritti dei bambini, debba essere censurato a tutto favore di una lobby che pretende di zittire il mondo a favore di egoismi adulti innaturali. Se Facebook conta più delle leggi di un Paese ciò vuol dire che lo Stato è alla frutta”.



