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Madri, sorella, amiche: "Onora la madre" di Angela Iantosca

CATANZARO - Sono sorelle, mogli, madri, figlie. Sono le donne di 'ndrangheta che hanno deciso di dire si' a quel mondo. Ogni giorno si svegliano, accudiscono la casa, preparano da mangiare, allevano i figli, li educano

secondo i principi cardine della Onorata e poi aspettano il rientro dell'uomo; vanno a lavorare, ricoprono ruoli di responsabilita', nelle scuole, nelle amministrazioni, in politica e si confondono tra la gente. Ci camminano accanto, vanno a fare la spesa, sono le madri dei compagni di banco dei nostri figli, si siedono in chiesa vicino a noi. E si chiamano Giuseppina, Lea, Maria, Concetta, Annunziata, Margherita, Teresa. Hanno la forza che deriva loro dall'essere madri, ma anche dall'appartenere a famiglie che le proteggono. Hanno la forza del branco che le tutela, che tutela il loro onore per proteggere il proprio. Hanno la forza di un anti-stato piu' forte dello Stato stesso. La forza di una legge non scritta, tramandata di generazione in generazione, che racconta di soprusi, violenze, potere, zone grigie, sopraffazione, corruzione. Ma che appare garantista, democratica, giusta. Si e' sempre pensato alle donne come vittime degli uomini o come presenze silenziose ed ignare. Ma questa sottovalutazione ha permesso loro e, quindi, alla 'ndrangheta, di crescere e di espandersi silenziosamente. Ha permesso alle donne di nutrire secondo i principi della Onorata i propri figli. Senza che nessuno notasse i loro movimenti. Se ieri erano presenze dedite unicamente alla famiglia, oggi sempre piu', anche a causa dei numerosi arresti degli uomini, delle latitanze e degli omicidi, le donne sono diventate manager, imprenditrici se possibile piu' scaltre dei maschi. I loro ruoli sono quelli di usuraie, prestanome, postine, cassiere, spacciatrici. Non vengono riconosciute formalmente nei loro ruoli, ma da un punto di vista sostanziale sono perfettamente integrate in famiglia. Anche se sempre un passo indietro rispetto agli uomini, perche' e' importante che nulla cambi, almeno nelle apparenze. E il maschilismo, come la religione, diventa un abito comodo da indossare. A raccontare le loro storie, a scavare in questa realta' poco nota conosciuta spesso per comodi luoghi comuni, a indagare la psicologia complessa di donne che piu' che vittime del sistema sono spesso carnefici e' Angela Iantosca, autrice del libro Onora la madre. Storie di 'ndrangheta al femminile che Rubbettino lancia oggi in libreria.

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