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Giovani e alcool: quando il bicchiere è sempre mezzo pieno

Non servono i divieti, nè i consigli o le leggi contro l’abuso di alcool,

specialmente per i minorenni. Bere è diventato un “obbligo” quando si esce il sabato sera, un limite da dover sempre superare, una gara tra amici, una voglia, a volte, irrefrenabile. Non parliamo solo di un problema di salute che, andando avanti con il tempo, l’abuso di alcool va a comportare. Parliamo di un disturbo psicosociale, dell’aumento dei rischi in cui ci si imbatte continuamente, primo fra tutti la strada. L’abuso di alcool può degenerare anche in una vera e propria intossicazione alcolica o alcoldipendenza, un tunnel sempre difficile da attraversare.
È una vera e propria mania, una sfida che viene lanciata dai giovani ai giovani, una gara a chi regge meglio il bicchiere di troppo, soli poi nel reggersi la testa fuori dai locali. Altri problemi nascono nell’uso e abuso di sostanze con finalità di sballo, sempre alla ricerca dell’ubriacatezza, di sostanze psicoattive legali e illegali, un uragano che travolge le nuove generazioni, alimentato dalle luci psichedeliche dei locali e dalla musica assordante e rimbombante che la discoteca offre ai giovani. Il fenomeno della diffusione dell’abuso giovanile è ben rappresentato dall’analisi dell’utenza in carico presso i servizi per l’alcoldipendenza, nell’ambito della quale i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano il 9,1%. Si tratta di una percentuale consistente, anche se in lieve calo rispetto al dato del 2011, che era pari al 9,8%. Diversa è invece la tendenza registrata per i nuovi utenti al di sotto dei 30 anni che è in lieve aumento rispetto al 2011 (13,7% nel 2012, 13,5% nel 2011).
La Legge n. 189 dell’8 novembre 2012 stabilisce il divieto di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di anni 18 e l’obbligo di richiedere il documento di identità per accertare l’età dell’acquirente.
L’abuso di alcool è un fenomeno preoccupante e pericoloso, legato ad una quantità innumerevole di giochi che vengono messi in scena intorno a questo tema, primo fra tutti la Neknomination. Ma di cosa parliamo? Difficile non averlo sentito almeno una volta.
Un amico beve una quantità esagerata di alcolici, meglio ancora se tutto d’un fiato e poi nomina tre amici, obbligati a fare la medesima cosa. Il video verrà poi condiviso sui social in maniera simpatica e creativa, con delle basi pericolose e di cattivo gusto. Una moda arrivata dall’Australia, ormai diffusa e conosciuta da tutti gli intenditori e non. Non c’è più controllo, una situazione degenerata a colpi di bicchiere, un gioco che è costato la vita a cinque ragazzi.
L’ultima vittima si chiamava Bradley, anche lui convinto nel voler superare la sfida su internet. Beve una bottiglia di gin, poi un’altra, esulta per avercela fatta e dopo qualche giorno muore. Prima di lui Isaac, Steven, Jhonny, Ross, tutti giovanissimi, tutti convinti e spericolati.
L’alcool è un veleno che uccide lentamente, camuffato da un bisogno fisico e psicologico di sentirsi storditi, come un anestetico ai problemi della vita. Ma dove sono i limiti?

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