con il morale a terra e il baratro vicino, il Cosenza riaccende la speranza salvezza e conquista una vittoria importantissima nell’ultimo turno del campionato di serie B: 1-0 contro la Carrarese siglato al 69esimo da Hristov e l’abbraccio alla panchina e all’allenatore Massimiliano Alvini testimoniano che il Cosenza è ancora vivo e non si fa condizionare anche dalla contestazione della tifoseria alla società, con il presidente Guarascio che nei giorni scorsi ha manifestato l’intenzione di vendere il club.
Così a fine gara l’allenatore del Cosenza Alvini: «Avevamo bisogno di portare a casa il risultato dopo aver giocato ottime partite in casa senza raccogliere punti. Abbiamo fatto una partita sporchissima, brutta, cercando sempre la palla su Zilli ed anche i cambi erano in quella direzione lì. Era una partita con una posta in palio altissima, è logico che ti viene fuori una partita non bella, fatta di palloni sporchi, anche loro – ha spiegato il tecnico rossoblù - hanno bisogno di punti. Non ci aspettavamo niente di diverso. Stiamo cambiando qualche cosa, stiamo difendendo più compatti perché tante volte siamo andati alti e non abbiamo ottenuto niente. Abbiamo giocato peggio di altre volte ma abbiamo vinto. Volevamo fare questo tipo di partita qui, giocare una partita diversa». «L’abbraccio? Credo – ha poi detto ancora Alvini - che siano venuti dai compagni, non da me specificamente. La squadra nelle ultime venticinque partite ha sempre sudato, lottato con quelle che sono le caratteristiche tecniche che servono. È un gruppo unito che darà tutto per raggiungere i playout, lo dico a tutto l’ambiente. Siamo vivi, sennò oggi non avremmo vinto. C’è stata grande attenzione, abbiamo saputo difendere bene. Che tu lo faccia alto o lo faccia basso, l’importante è farlo bene. Stavolta lo abbiamo fatto bene anche sulle palle ferme e questo – ha rimarcato l’allenatore del Cosenza - significa che la squadra è viva e coesa per lottare fino alla fine».
Alvini ha quindi concluso: «Il presidente è stato vicino sia a me, sia alla squadra e ci ha invitato a credere nella salvezza. Da quando sono qui Guarascio mi ha sempre chiamato in ventiquattro partite. In questo momento il bene comune è il Cosenza. C’è da lavorare tutti insieme, ora c’è una stella che luccica in un momento buio e ci siamo. La fiducia me la dà la squadra durante la settimana. Delvecchio è sempre stata vicino, a noi mancano tre punti: il pari con il Cittadella, con la Sampdoria e altri punti persi qua e là. C’è un percorso da portare avanti con la squadra giovane».



