"Sant'Anna" di Isola Capo Rizzuto, dove per mercoledì è annunciata la visita del ministro Kyenge, parlano di un “malore” ma la violenta che è scoppiata subito dopo lascerebbe pensare a ben altro. L'uomo era recluso nel Cie da circa un mese perché immigrato irregolare in attesa del rimpatrio ed era stato trasferito nel centro calabrese dopo avere scontato una pena nel carcere di Salerno. Si trovava in Italia da sette anni. La notizia è trapelata dai familiari che vivono a Roma e in parte in Calabria.
Dopo la morte dell'uomo, avvenuta il 10 agosto, nel Cie è scoppiata una violenta protesta, confermata dalla questura, che ha portato alla totale inagibilità del centro fino alla chiusura intorno a ferragosto. Nel centro sono stati completamente distrutti gli arredamenti, il sistema di videosorveglianza e, nelle pareti dei muri, sono stati praticati dei grossi fori. Dopo che la rivolta e' stata sedata dalle forze dell'ordine la Prefettura di Crotone ha deciso di chiudere la struttura perche' non e' piu' agibile ed i 51 immigrati che vi erano sono stati trasferiti in altri centri nel territorio italiano. Per accertare le cause della morte dell'immigrato marocchino e' stata eseguita anche l'autopsia. Dai primi accertamenti sembrerebbe che il giovane soffrisse di una cardiopatia.
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ISOLA CAPO RIZZUTO - Si chiamava Moustapha Anaki, era marocchino e aveva 31 anni. Al Centro di identificazione e di espulsione
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