che nell’ultimo turno del campionato di serie C inciampa con un inatteso scivolone casalingo contro la Casertana. Una gara dall’andamento molto strano, subito in salita per i pitagorici sotto di due gol dopo pochi minuti, poi una straordinaria rimonta firmata Tumminello che sembrava aver ridato slancio al Crotone fino al nuovo vantaggio dei campani a inizio ripresa con Bianchi: si ferma dunque a 9 la serie di partite utili consecutive.
A fine gara il commento dell’allenatore del Crotone Emilio Longo, che parla di «grandissima partita» della propria squadra e non lesina critiche anche alla direzione arbitrale. «Non c’è stato il risultato – dice Longo - perché abbiamo commesso troppi errori. Non è semplice riuscire a sopperire attraverso il gioco e l’impegno, che la squadra ha profuso per tutto l’arco della partita. Abbiamo fatto secondo me delle cose buone anche nel secondo tempo dove purtroppo ci è mancato il guizzo perché abbiamo tirato due tre volte e siamo stati rimpallati. Manca il risultato perché abbiamo commesso inizialmente qualche errore. Anche sul terzo gol dobbiamo vedere, rivedere, lavorarci perché non abbiamo difeso bene. Secondo me – aggiunge l’allenatore del Crotone - la crescita della squadra è stata esponenziale, in alcuni momenti questa è stata la migliore squadra che io ho visto dalla mia gestione. Però stavolta siamo tornati a fare qualche errore in più e ci portiamo a casa una sconfitta che però è una sconfitta che ci deve insegnare tanto».
Strali poi da Longo all’indirizzo dell’arbitro: «I pregiudizi molto probabilmente sono anche da chi viene qui a Crotone. Dopo non so quanti minuti c’è un’espulsione non chiara, chiarissima. La potrebbe vedere tutto il mondo, solo l’arbitro non l’ha visto: un fallo killer, omicida, al nostro Enrico Oviszach che ha rischiato di uscire. Quella è un’espulsione che dieci volte su dieci va chiamata.
Poi viene espulso il direttore perché a fine gara ha detto “ma come fai a chiamare quattro minuti?”. Quattro minuti di recupero in una partita che non è stata giocata mentre quando vado su altri campi mi ritrovo con recuperi di sei e sette minuti a difendere e a proteggere i miei risultati. Non capisco come si alza un tabellone per quattro minuti con due interventi su ammonizioni, di entrata in campo dei loro massaggiatori, soltanto con le sostituzioni si perde un minuto e mezzo, e con un portiere della squadra avversario che viene ammonito. Io penso – conclude l’allenatore rossoblù - che dovremmo essere tutti quanti qui a proteggere Crotone per la validità del progetto tecnico».



