socio-sanitaria e contrasto alla poverta' per gli agglomerati urbani'' con una dote di 6,1 milioni di euro, tutto e' rimasto sulla carta. Una legge che, se non corretta, rischia di tradursi in un mero ripiano di bilanci comunali disattendendo l'obiettivo di introdurre elementi innovativi di contrasto alla poverta' e di destinare direttamente alle famiglie bisognose sostegni economi e servizi attraverso interventi personalizzati''. Lo si legge in una nota di Cgil Calabria.
''E' ancora piu' grave che nonostante se ne sia dichiarata l'urgenza, a distanza di 2 mesi dal varo - sostiene la Cgil - non sia stato ancora definito l'apposito Regolamento attuativo della legge che definisca i criteri e le modalita' di assegnazione delle risorse ai Comuni beneficiari. Se risponde al vero che ''il settore sociale e' uno degli snodi fondamentali della strategia politica della Giunta regionale della Calabria'' c'e' da chiedersi la coerenza nel tenere immobilizzate risorse preziose, destinate ad agire nel campo sociale. I dati occupazionali e reddituali delle famiglie calabresi evidenziano aree di marginalita' sociale estese e drammatiche a cui occorre dedicare risposte urgenti che non trovano giustificazione alcuna nei tempi della politica e delle burocrazie regionali''.(asca)
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Cgil, utilizzare fondi per contrasto a poverta'
CATANZARO - ''Dopo i roboanti annunci che hanno accompagnato l'approvazione della LR 19/2013 su ''Interventi di inclusione sociale, integrazione
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