Comunque sia tra lunedì sera e martedì si faranno e qui comincia l’immancabile totonomine. Non c'è angolo di Paese che non abbia i suoi aspiranti così come non esiste angolo di vecchio o nuovo potere politico che non speri di avere in qualche modo una riconoscenza, una visibilità, un contentino.
La Calabria e le sue ragnatele di potere vecchio e nuovo, naturalmente, non fanno eccezione. Ed è del tutto plausibile che una postazione di sottogoverno venga affidata anche ad uno dei nostri conterranei ma non tanto per copertura equa degli spazi territoriali quanto perché il nel governo Letta, che è politico a tutti gli effetti, non mancano entrature importanti dei nostri. E’ il caso, per esempio, di Nico Stumpo, deputato del Pd di origini crotonesi. Spera ovviamente e per almeno un paio di motivi. Fa parte del ristretto ormai ex cerchio magico di Bersani, quello sonoramente sconfitto dalle vicende politiche. Sconfitto ma non dissolto nell’acido al punto che va prendendo quota una sorta di riconoscimento a Bersani nelle nomine di sottosegretari. L’ex segretario, come è noto, non ha trovato tra i ministri nemmeno uno dei suoi ragion per cui, probabilmente, Letta proverà a compensare un po’ con le nomine di sottogoverno. E Nico Stumpo, al pari di altri due o tre (Moretti, Gotor o al massimo Migliavacca) è tra questi.
Si cambia versante (si fa per dire visto che fanno parte dello stesso governo ormai) e le speranze addirittura si raddoppiano. Spera Jole Santelli, deputato Pdl di Paola. E’ molto legata ad Angelino Alfano e non da oggi ed è possibile che il ministro degli Interni la voglia premiare per l’appartenenza assidua che ha mantenuto negli anni. Oltre tutto gode della stima adeguata nel parterre di governo anche trasversalmente. C’è poi Tonino Gentile tra gli aspiranti. Il senatore cosentino è anche per il momento vicesegretario generale del Senato ma la sua strettissima amicizia con il ministro Quagliariello lo mette tra quei tre o quattro aspiranti che sono in quota certa dell’esponente di rilievo del partito di Berlusconi.
Ultimo, ma non certamente per peso specifico né per motivazioni, Roberto Occhiuto, ex deputato cosentino dell’Udc. Lorenzo Cesa gli ha “fregato” il posto alla Camera, come è noto, e poi è iniziato il lungo tira e molla del suo ingresso o meno in giunta regionale, così come voleva Casini. Non se n’è fatto nulla e s’è rinviata la palla “Occhiuto” ancora in calcio d’angolo lasciando intendere che per lui ci sarebbero state possibilità per un ingresso nel governo delle larghe intese. E’ in quota Casini, quindi Udc e quindi Scelta Civica. Il ministro della Difesa Mauro dovrebbe farsene carico ma anche qui i pretendenti non mancano. Vedremo. Si deciderà tutto nelle segrete stanze o in qualche ristorante della Capitale in questo fine settimana. Lunedì sera le ufficializzazioni.



