ai media nazionali, non lasciano ben sperare circa il futuro del sito di Reggio Calabria, ex Omeca. Infatti è emerso che l’azienda dal primo semestre dell’anno ha raddoppiato la perdita operativa a 68 milioni, mentre i ricavi sono calati del 26%, dati così negativi rischiano di penalizzare gli stabilimenti più deboli, come quelli di Reggio Calabria e Palermo. Proprio per tali ragioni, si è prospettata l’ipotesi della divisione in due tronconi per gli stabilimenti, da un lato si punta sulla parte più funzionante (alta velocità e metropolitane) e dall’altro quello meno redditizio costituito soprattutto da tram, rewamping, trasporto regionale. Proprio quest’ultime andrebbero a finire nella bad company, ovvero in una società destinata alla liquidazione, al fine soprattutto di cercare di ripianare i debiti di bilancio di Ansaldobreda. In ragione di detti cambiamenti, nasce la paura per lo stabilimento reggino da sempre penalizzato per la sua collocazione territoriale, il Sud rappresenta infatti la zona con il più elevato tasso di disoccupazione, e da una politica nazionale, dispiace dirlo, spesso poco presente sul fronte dei problemi occupazionali. Auspico dunque, in quanto reggino e dipendente Ansaldobreda, che la Politica Regionale e soprattutto Nazionale, attraverso i nostri rappresentanti reggini di qualsiasi schieramento, intervenga in maniera forte ed incisiva per evitare questo ulteriore scippo alla città, ormai vittima di innumerevoli soprusi e martoriata dal Governo. Per metà Settembre si prevede un tavolo d’incontro tra sindacati Nazionali e il Governo Letta per discutere, insieme ad Ansaldobreda, le sorti della Società e sarebbe opportuno non farsi trovare impreparati per affrontare nel migliore dei modi questa delicatissima questione, considerando inoltre che la Calabria è la Regione che occupa il primo posto nella classifica delle Regioni con più disoccupati.
Nicola Paris ex Consigliere Comunale e dipendente Ansaldobreda



