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Nota della Uil Fpl sul caso operatori informatici del Consiglio regionale

In merito alla vicenda degli operatori informatici del Consiglio regionale ,la UIL FPL aveva già espresso la solidarietà,

a questi lavoratori che per la seconda volta dopo anni di lavoro si vedono buttati su una strada in seguito ad una sentenza del TAR.
E’ chiaro che i lavoratori non hanno responsabilità sull’operato di una Società che per ben due volte adotta delle procedure che il Tar ha ritenuto illegittime o poco trasparenti, anzi sono le vittime innocenti .
La UIL FPL chiede con forza all’Amministrazione regionale di provvedere immediatamente all’espletamento delle procedure concorsuali, per come richiesto dal TAR , onde evitare inutili ricorsi al Consiglio di Stato che comporterebbero per il Consiglio regionale ulteriori spese per legali, indipendentemente dalla vittoria o soccombenza.
La UIL FPL auspica che il Consiglio provveda con urgenza e per come disposto dal TAR all’avvio delle procedure , per chiudere definitivamente questa triste vicenda, adottando la massima trasparenza , ricoprendo i posti previsti dal concorso originario, in quanto si ritiene che l’Amministrazione ha bisogno di questi operatori, anzi forse necessitano di più del numero previsto dal concorso.
La UIL FPL ribadisce la solidarietà a tutti gli operatori informatici che per responsabilità da ascrivere alla società che ha gestito il concorso, si trovano in questa situazione di incertezza.
Si parla di tutti: di coloro che avevano vinto il concorso avendo superato il periodo di prova erano a tutti gli effetti dipendenti del Consiglio regionale; ma anche di coloro, che alla luce delle motivazioni espresse nella sentenza, non hanno superato le prove forse per il metodo usato dalla società.
La UIL FPL ritiene che vada fatto il concorso al più presto nel rispetto delle tutele di trasparenza e legalità così gli operatori informatici potranno mettere la parola fine a questo “Calvario”, che dura anni.
La UIL FPL non può che chiedere il rispetto della volontà giudiziaria, quindi l’esecuzione immediata della sentenza.

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