nell'indifferenza e rassegnazione prodotta dalla crisi". Lo dice Dalila Nesci, deputata del Movimento Cinque Stelle, a proposito della pronuncia del ministro dell'Interno Angelino Alfano sullo scioglimento del Comune di Serra San Bruno (Vibo Valentia). Il consiglio comunale della citta' non e' stato sciolto, sottolinea Nesci, "perche', secondo Alfano, gli elementi emersi non presentano la necessaria congruenza rispetto ai requisiti di concretezza,
univocita' e rilevanza". Nesci precisa "che occorre leggere gli atti per valutare l'orientamento del ministro dell'Interno, il quale per altro caso avrebbe dato prova di abusi gravissimi. Mi riferisco alla recente espulsione della bimba kazaka, poi revocata per la determinazione dei senatori Cinque Stelle". La deputata, che si dice "decisa ad approfondire ogni dettaglio circa la decisione di Alfano per Serra San Bruno", aggiunge: "Da quanto noto, oltre alla vicenda dell'ex assessore Bruno Zaffino, prima arrestato, poi scarcerato, dalla relazione della Prefettura di Vibo Valentia emergevano pure le ingerenze della criminalita' organizzata nella gestione di lotti boschivi e di beni del Comune". La parlamentare Cinque Stelle sottolinea: "Dobbiamo dare risposte corrette ai cittadini e salvaguardare questo territorio, in cui lo scioglimento dei Comuni per infiltrazione raggiunge un valore impressionante, il 24% secondo i dati Anci. Non vorrei che nella vicenda di Serra San Bruno il colore, il clima politico o la fretta abbiano indotto a decisioni contrarie all'imparzialita' dello Stato. Il magistrato Nicola Gratteri va ripetendo che la criminalita' organizzata mira a entrare nell'amministrazione pubblica, ma noi ancora ignoriamo, in Calabria”.



