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Lamezia, FdI: ”Il ritiro delle dimissioni sono l’ultimo atto della sceneggiata”

“Non mi sento più sindaco. Sono qui, ma la mia mente è altrove”… “Ho staccato la spina”.

Queste sono alcune frasi pronunciate da Gianni Speranza, durante una seduta del Consiglio comunale, dopo le dimissioni. Nei giorni successivi, è proseguita l’operetta lametina, con scatoloni e saluti da ultimo giorno di scuola. Fratelli d’Italia è stato il primo partito a svelare con un comunicato ai media il grande bluff, smascherato giorni dopo dallo stesso autore proprio con il ritiro delle dimissioni. La sceneggiata è poi andati avanti con il riferimento alla lettera dei cittadini che chiedevano al sindaco di restare. 

Questa è una vicenda che ha “rotto”. Se ci sono dieci lametini che vogliono l’attuale sindaco, almeno altri dieci vogliono subito la parola fine. La realtà è che Lamezia non può permettersi altri, troppi, mesi di profondo buio perché i giovani la snobbano, gli adulti la criticano ed i numeri la condannano.
Poiché le responsabilità della bancarotta sono davvero nitide, e poiché anche centrodestra e UDC devono rendere conto ai lametini per avere, in vari modi, tenuto in piedi l’amministrazione di centrosinistra, appare chiaro che l’unica soluzione è tornare alle urne.
Resteremo vigili sulle prossime “giocate” del primo cittadino, ben consapevoli, lo abbiamo già dimostrato, che le sue azioni, le sue furbate da comunista navigato, le abbiamo comprese da tempo.
In ogni modo, la sinistra ha deciso di scrivere un nuovo ciclo horror e visto il precedente, ossia il dissesto, le tasse alle stelle, il turismo sportivo “sepolto vivo”, la disoccupazione e la questione Icom… abbiamo già i brividi.

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