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L'ex Ass comunale Di Fede lascia l'Udc e guarda a Matteo Renzi

L'esperienza politico amministrativa, non può scorrere su una persona come lo scorrere del tempo e delle legislature, senza lasciare indelebile il proprio segno di ciò che si è vissuto e realizzato per la comunità amministrata.

E' trascorso un anno dalla mia revoca di assessore alle attività produttive e commercio della città di Vibo Valentia e non mi pare che, oltre alla soddisfazione del sindaco Nicola D'agostino, di mostrare la sua determinazione nella soluzione drastica dei problemi anche di carattere dialettico e politico, la città abbia ottenuto nuovi e grandi risultati, almeno nel settore che mi ha visto seriamente impegnato.
Poi il nulla, la politica ha tradito i principi nobili e una città capoluogo di provincia che sta letteralmente sprofondando nell'abisso della totale apatia.

La nostra città attraverserà i prossimi due o tre anni con molta difficoltà sia per la disarmonia sociale che per le problematiche connesse alla debole crescita economica. Lo spettro del dissesto econonomico peserà su tutte la famiglie vibonesi come un macigno e con esso la responsabilità su chi lo ha causato. Rimango con la consapevolezza che, l'unico fine in politica debba essere quello di servire la comunità, senza fini occulti per la tutela di interessi privati, per scalate nelle gerarchie degli organigrammi di partito e burocratici.

In questi giorni stiamo assistendo ad una campagna acquisti penosa ed alla formazione di squadre ancor di piu' improbabili, orientate a ripetere avvilenti situazioni, nelle quali, dirigenti, tecnici e burocrati di partito cercano di accaparrarsi il maggior numero di adepti per rinforzare le fila delle nuove tristi e sempre uguali formazioni di partito.
Se vogliamo dare un messaggio di serietà ai nostri figli, alle future generazioni e ai ceti meno abbienti che in questo momento sono quelli che più degli altri avvertono la difficoltà del vivere quotidiano, dobbiamo far soffiare il vento del rinnovamento per la reale soluzione dei problemi.
L'idea, disonesta, di far pagare la crisi alle classi meno abbienti non può essere, assolutamente accettata da chi come me, ha fatto la scelta di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie idee al servizio della comunità nel perseguimento dei più alti principi etici e morali. 

Il mio percorso nella formazione centrista, in una lista civica,collegata all'UDC e nell'UDC penso cha stia giungendo al termine.

Negli ultimi tempi ho riscontrato una assoluta distanza dall'area in cui si sta collocando l'UDC, e pertanto da uomo libero e con idee protese al futuro ed al rinnovamento, sono portato ad apprezzare chi ha il coraggio di esprimere le proprie idee e si batte per il rispetto delle idee altrui.
Ritengo che il progetto di Matteo Renzi sia il vero punto di riferimento per un reale e coraggioso cambiamento politico e sociale. Sono certo che Renzi,con il suo coraggio e con il suo indubbio valore,traccera' un nuovo percorso per un vero e futurista rinnovamento.Si il coraggio,quello che e' mancato alla politica fino ad oggi.
Renzi e' il vero leader del rinnovamento,nutro per lui una particolare simpatia anche perche' anch'io provengo dalle sue stesse radici cattolico-educative.Diversamente, dallo sforzo cui mi hanno indotto gli altri politici di questo tempo, per capire le loro intenzioni, Renzi parla semplicemente e si lascia comprendere .Renzi è seguito, condiviso ed apprezzato da molti e questo vuol dire che parla il linguaggio della gente e dei giovani italiani, che la politica ha facilmente dimenticato.

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