"Letta un airone, Alfano una rana, Cancellieri un cane San Bernardo". Ma la bufera sull'insulto al ministro Kyenge ("un orango") non si placa. Ieri e' sceso in campo il Presidente della Repubblica, che si e' detto "colpito e indignato" per i gravi episodi di questi giorni, dalle minacce a Mara Carfagna, agli insulti al ministro Kyenge, fino al rogo che ha incendiato il liceo Socrate a Roma, "tre casi che dimostrano tendenza all'imbarbarimento delle vita civile e affrontera' il tema nell'incontro con la stampa del 18 luglio".
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Anche oggi piovono richieste di dimissioni per il vicepresidente del Senato, che pero' non ne vuol sapere di lasciare lo scranno di Palazzo Madama. Il ministro Kyenge e' chiaro: ""Le dimissioni non le richiedo. Questo non e' un punto che mi riguarda. Per me il caso personale non si e' mai aperto. Io pongo un 'altra questione, una riflessione sul ruolo di chi riveste una carica pubblica". E al Corrieredella Sera ha spiegato: "Adesso basta, lasci il posto a chi e' capace. Ogni giorno ricevo minacce. Non raccolgo - spiega - continuo per la mia strada, ognuno risponde delle proprie opinioni". E afferma che "quotidianamente, con ogni mezzo" riceve "lettere, e-mail, telefonate. Le piu' terribili sono online, anche minacce di morte. Non c'e' ancora una legge e invece servirebbe. L'istigazione al razzismo sta diventando man mano istigazione alla violenza. Vale per tutti, penso agli attacchi che riceve la comunita' ebraica. Dobbiamo lavorarci". "Sicuramente - ha aggiunto Kyenge - non scendo allo stesso livello" di Calderoli. "Non e' un fatto personale. Per me il caso non si e' mai aperto perche' non e' un caso personale", ribadisce. Il ministro Kyenge, poi, rispondendo a chi le domandava se avesse intenzione di intraprendere azioni legali, ha detto: "Per conto mio, no". Alle numerose manifestazioni di indignazione per le parole di Calderoli, si aggiunge quella del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ritiene "opportune" le dimissioni del vicepresidente leghista del Senato. "E' evidente dalle dichiarazioni, ancora piu' gravi - sottolinea - quando sono fatte da persone che hanno incarichi istituzionali e di rappresentanza della Repubblica, che c'e' una aggressivita', nei confronti del ministro, insopportabile perche' ha unicamente connotati razzisti". "Dopo un fatto di questa gravita' - dice allora Camusso - ritengo che sarebbero opportune le dimissioni di Calderoli".
E quando il presidente della Camera del lavoro di Milano Graziano Gorla inizia il suo intervento al convegno sulla violenza sulle donne, chiedendo le dimissioni del vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, l'intera sala esplode in un fragoroso applauso. Anche il Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, e Susanna Camusso, sedute al banco dei relatori, applaudono con convinzione alla richiesta di dimissioni Anche il Pdl prende posizione, con Fabrizio Cicchitto che invita Calderoli "a misurare le parole, non solo quando insulta un ministro ma anche quando parla a vanvera sostenendo che il suo caso si e' determinato per coprire il caso kazako. La mia totale solidarieta' al ministro per le idiozie che Calderoli ha detto". Intanto, "in meno di 24 ore la petizione 'Calderoli Dimettiti' da noi sostenuta sul sito di campagne online Change.org ha superato 22mila firme. Un successo straordinario che traduce il sentimento di indignazione e vergogna che ha colpito migliaia di cittadini dopo le gravissime offese razziste di Roberto Calderoli nei confronti della ministra Ce'cile Kyenge". Lo dice Khalid Chaouki, deputato e responsabile Nuovi Italiani del PD. (AGI)
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Anche oggi il leghista Roberto Calderoli si diverte a fare paragoni estetici e ad associare gli animali alle singole figure politiche:



