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Alzheimer: in Italia malati raddoppieranno nel 2020

ROMA - Sara' la malattia del futuro, il vero segnale dell'allungamento della vita media, prevista a 120 anni

nel giro del prossimo cinquantennio. Invecchiare ha un prezzo, si chiama Alzheimer e colpisce in Italia 700mila malati "ufficiali" piu' almeno 300mila non diagnosticati, numeri che raddoppieranno nel 2020 e triplicheranno nel 2050. Questo soprattutto perche' il 46% dei medici afferma che l'Alzheimer e' misconosciuto e sottostimato a causa dell'assenza di test specifici e definitivi e di problemi di comunicazione tra medico, paziente e caregiver. Sono questi alcuni dei dati che sono emersi dall'International Alzheimer's Disease Physicians Survey, un'indagine realizzata da Eli Lilly, che quest'anno celebra i 25 anni di ricerca e sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche per la malattia. Limiti che portano ad una mancata diagnosi iniziale di malattia nel 43% dei casi (circa quattrocento mila su un milione di pazienti), e che avviene solo quando e' gia' ad uno stadio molto avanzato o grave. Con ripercussioni pesanti proprio sui caregivers - oltre 2 milioni in Italia, otto volte su dieci donne (mogli, figlie, nuore) e fra loro uno 1 su 4 gia' over 65 - che dedicano all'ammalato piu' di 15 ore al giorno, per un totale di sette miliardi di ore di assistenza all'anno, per un periodo di 8-10 anni, ricavando a malapena 4 ore alla settimana di tempo libero per se stesse. L'indagine e' stata presentata a Roma in occasione del Talk Show "Ti ricordi? Ogni dieci minuti nel nostro Paese qualcuno perde la memoria" organizzato dall'Associazione Italiana Malattia di Alzheimer. "L'indagine internazionale - commenta Carlo Caltagirone, Professore di Neurologia all'Universita' di Roma Tor Vergata e Direttore Scientifico della Fondazione Santa Lucia di Roma - ha evidenziato che l'Alzheimer e' la piu' comune forma di demenza con un tasso in costante crescita. Nel 2010, 35.6 milioni di persone nel mondo ne erano affette, un dato destinato a raddoppiarsi nell'arco di 20 anni, con gia' nel 2030 65.7 milioni di casi e 115.4 milioni di diagnosi nel 2050. Una proporzione assolutamente trasferibile in Italia, dove si registrano all'incirca 700 mila ammalati, con circa 80 mila nuovi casi ogni anno. Ma sono cifre sottostimate perche' esiste ancora un 43% di malattia non diagnosticata. Le difficolta' infatti sono percepite anche in campo medico, seppure sia chiaro che la manifestazione classica dell'Alzheimer - un prevalente disturbo della memoria - oggi rappresenta soltanto il 35-40% dei casi, anche in pazienti con oltre 65 anni di eta'". (AGI) .

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