Marco Polimeni
“L’Università Magna Graecia di Catanzaro non può rimanere fuori dal Piano che ridisegna il futuro del comparto agroalimentare. È quanto afferma il capogruppo di “Catanzaro da vivere” a Palazzo de Nobili, da sempre attento sostenitore del ruolo e della crescita dell’Ateneo Catanzarese. “Proprio nei giorni scorsi ho appreso dalla stampa di una lodevole iniziativa promossa dall’assessorato regionale all’agricoltura che ha scelto un luogo simbolo come Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroforestali e Ambientali dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria per promuovere un Piano di un miliardo e 103 milioni di euro al fine di promuovere competitività e innovazione per superare gli scollamenti tra il mondo produttivo e quello amministrativo che negli anni hanno reso meno incisivi gli interventi. La Regione, dunque, tramite il Psr vuole disegnare il futuro del comparto agroalimentare, da qui al 2020, lanciando una campagna di ascolto per rendere l’agricoltura un volano di sviluppo economico e turistico, al passo con le sfide del nuovo millennio. In questa logica e sui principi cardini ben fissati nel corso della presentazione alla stampa del progetto, mi sento di lanciare un appello forte al Direttore generale Zimbalatti, all’Assessore Trematerra, affinché l’Università di Catanzaro non resti fuori da questa pianificazione ma diventi propositiva con le sue competenze agro-zootecniche. Com’è noto, il nostro Ateneo vanta un importante e, tecnologicamente all’avanguardia, Centro di Servizi Veterinari per la Salute Umana e Animale diretto dal professor Britti. Centro che ha al suo interno competenze specifiche sui temi del benessere animale e della qualità e sicurezza degli alimenti di origine animale e ha comprovate e specifiche competenze nel settore della ricerca agroalimentare. Competenze che dialogano da tempo con le eccellenze sanitarie presenti a Germaneto per qualificare e inserire il cibo di qualità prodotto in Calabria in protocolli alimentari adatti alle varie esigenze del consumatore. L’invito è quindi di coinvolgere tutte le competenze culturali, scientifiche e di ricerca presenti in Calabria al fine di avviare già con la presente azione quei processi sinergici utili a ravvivare e dare slancio al comparto agroalimentare e, quindi, a un sistema economico trainante per l'intera regione. La scienza, la cultura e l’integrazione del sapere vanno pensate e inserite nei piani di sviluppo economico al fine di aumentare le opportunità occupazionali dei nostri giovani laureati. Opportunità, dunque, che la politica calabrese si deve impegnare a difendere e sostenere”



