1140x150-completo-di-qrcode

antincendio-calabriaverde-2023

(Tempo di lettura: 1 minuto)

Imprenditore in carcere. Reato? Omonimia

Un imprenditore reggiano in carcere, solo per omonimia!

E' questa la morale della favola di una terribile avventura vissuta per ben 4 giorni Gaetano Oppido, 41 anni, titolare dell'azienda "Impresa Costruzioni Oppido s.r.l." di Reggio Emilia.

L'uomo, scambiato per un boss della 'ndrangheta durante l'operazione 'Aemilia', della Dda di Bologna, che a fine gennaio ha prodotto oltre cento arresti, è stato vittima di un arresto ingiustificato, assolutamente clamoroso. Al suo omonimo è attribuita l'associazione per delinquere di stampo mafioso, e condotte estorsive. Difeso dagli avv. Maria Luisa Caliendi e Nefer Sansoni, ha affermato la sua innocenza negli interrogatori, avanzando l'ipotesi dell'omonimia. I legali hanno trovato i riscontri e alla fine è stato scarcerato. Ora viene valutata la richiesta di risarcimento e la terribile beffa. 

Vota questo articolo
(0 Voti)

 La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo