Con la partecipazione a “Marinando”, l’iniziativa che sta coinvolgendo studenti ed artisti nella creazione di opere con materiali da scarto a Caminia, “Vele di Ulisse”, con il supporto del Coordinamento delle Associazioni di Salute Mentale (Casm), si è spesa per una domenica di normalità a chi la normalità la vive poco. In un clima distensivo e di piena condivisione, ragazzi con problemi di dipendenze, con disabilità fisica e mentale, anziani, bambini e genitori si sono ritrovati a dare una pennellata di vernice a bidoni arrugginiti restituiti dal mare, a ripulire la spiaggia dai detriti e ad abbellire lo spazio che circonda la bellissima pineta. La risposta che viene, così, data all’inquinamento, al degrado ed all’abbandono attraverso l’arte, si lega all’attività sportiva vera e propria, con l’apprendimento dei primi rudimenti della nautica, che traggono origine dall’utilizzo della canoa (oggi kayak) ricavata dal tronco, a cominciare dai famosi “nodi” marinari e dall’approccio al motore vela.
“Vele di Ulisse”, che aderisce all’Unione Vela Solidale Italiana, ha come precipua finalità, infatti, l’utilizzo sociale della navigazione: a breve, con il progetto “La barca di Pietro”, verrà riportata in mare una barca antica di cent’anni, abbandonata sulla spiaggia, alla quale è stata restituita “nuova vita”. Un po’ come avviene a tutti quei ragazzi che, a mare aperto, e con la guida di “capitan Poggi” e dei volontari, si lasciano dietro le proprie problematiche e godono delle potenzialità terapeutiche che solo un viaggio in barca, trascorso in allegra compagnia, può assicurare.



