alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all'inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.”
Anna Achmatova
Note di Regia:
Questo è uno spettacolo rivoluzionario,dove i personaggi “mutano”si “trasformano” e a dispetto della loro forma originaria “fiorificano”
Tutto ha inizio nello spazio del teatro. Spazio fuori dal tempo ordinario, tempo altro
Le attrici, Interpretando le ragazze morte, ineluttabilmente, sarebbero state costrette a morire, perché il loro destino è segnato, la morte accaduta, costrette a rivivere, giorno dopo giorno, replica dopo replica, il crudele ruolo che gli si imponeva nello spettacolo. Allora si sono sottratte, alle azioni, al copione immutabile previsto per loro. Cambiano la trama delle loro storie, come attrici si fingono ragazze morte ma con la potenza del loro essere in-vita scelgono la vita stessa, scelgono l’amore.
La morte è la morte ma sul palco è la poesia che si manifesta come unica possibilità dell’essere umano di riscrivere la sua storia.
Solo dal tradimento della forma può rinascere la vita.
Ispirato ai testi poetici di S. Plath, Greta Rosso, Nika Turbina, Marina Cvetaeva.
In scena:
Gli attori:
Francesco Liuzzi
Francesca Marchese
Rossana Micciulli
Ideazione e Regia: Nuccia Pugliese
Le allieve del laboratorio:
Valentina Bonavita
Veronica Carbone
Maria Longo
Liliana Pecora
Camilla Sorrentino



