L'evento rientra nel calendario programmato per "Natale nel Borgo",promosso dall'Amministrazione comunale, nel quartiere San Pietro, cuore del centro storico di Morano, a ridosso dell'omonima Chiesa Arcipretale, autentico scrigno d'arte e cultura cristiana.
Le previsioni di presenza sono molto alte, i visitatori avranno l'opportunità di fare un viaggio emozionale e spirituale completamente immersi nella tradizione e nella magia delle luci di Natale.
L'apertura è fissata per il 25 dicembre, dalle 18.00 alle 21.00. Stessi orari in altre due date: 1 e 6 Gennaio 2025. Nei giorni 26, 28 e 29 dicembre, e 5 Gennaio 2025, sia l'inizio della rappresentazione sia il finale sono anticipati di mezz'ora, rispettivamente 17.30 e 20:30.
Per il set del presepe vivente sono stati allestiti antichi fondaci recuperati,vecchie botteghe artigianali, ambienti attrezzati con oggetti della quotidianità.
Una serie di odori e sapori antichi, mestieri e figure dimenticate e importantissime per lo sviluppo di oggi. E poi vi è la grotta, suggestiva ricostruzione della natività, fedelissima all'iconografia cattolica classica.
«Il Presepe vivente è molto più di una semplice rievocazione» è il commento del sindaco Mario Donadio. «Dal punto di vista intimo esso costituisce senza dubbio un momento di profonda introspezione; per quanto, invece, attiene all'aspetto sociale, occasioni del genere restituiscono a ognuno di noi quel senso pieno di appartenenza alla comunità e la consapevolezza delle proprie potenzialità. Le quali possono amplificarsi a dismisura se si è capaci di unire le forze superando impedimenti e forme perniciose di individualismo. Avverto l'obbligo di ringraziare gli organizzatori, i numerosi volontari e quanti con passione e impegno contribuiscono attivamente alla realizzazione di questa straordinaria kermesse socio-religiosa. Auguriamo a tutti di trascorrere in pace e armonia le festività, senza mai dimenticare chi nel bisogno attende una carezza e un gesto d'amore».
L'Amministrazione Comunale e il Comitato promotore invitano tutti alla rappresentazione della tradizionalità come evento di profonda condivisione.



