Vivere in tempo di crisi, lo scenario ormai comune di moltissime famiglie italiane che, negli ultimi giorni prima di Natale, si ritrovano a fare i conti con il conto in banca.
Negozi sempre più vuoti, la ricerca dell'occasione, le liste della spesa diventano sempre più povere, diminuiscono i lussi e, forse, anche un pò i sorrisi.
Un problema che finisce sempre in ROSSO, non come il colore natalizio per eccellenza, piùttosto come il bollino che spaventa più di ogni altra cosa, il conto!
Finiscono i tempi delle tavole super imbandite, anche se il calabrese medio riesce a ricrearle anche con le materie prime che, ormai molto comunemente, riesce a coltivare da solo. Finiscono i tempi dei pacchi di regali per tutti, le letterine per Babbo Natale hanno qualche spunta in meno e il salvadanaio per le feste inizia a riempirsi già parecchi mesi prima.
Natale è la festa più attesa dai bambini, anche per molti adulti diventa il paradiso dei balocchi, ma fino a che punto? Quando gli stipendi tardano, quando i finanziamenti scarseggiano, i desideri diventano sempre più sogni chiusi in cassetti semi sigillati.
Abbiamo provato a chiedere a qualcuno cosa vuol dire vivere il Natale in tempo di crisi.
"Abbiamo fatto molti sacrifici ma non possiamo più permetterci quello che potevamo e volevamo fare realmente. La crisi economica non ci fa dormire la notte e siamo sempre spaventati dalle spese improvvise, qualcosa che non sappiamo se riusciremo a sostenere".
E ancora:
"Ormai non faccio più i regali a nessuno, come posso? Sono precario, a stento riesco ad arrivare a fine mese. L'albero di Natale ha quasi 10 anni ma non posso andare a comprarne un altro. I nipoti crescono, le spese aumentano e il conto in banco diminuisce continuamente!".
Abbiamo chiesto ad un bambino, che chiameremo Antonio, di farci dire cosa ha chiesto a Babbo Natale:
"Quest'anno sono stato bravo e avrei voluto chiedere a Babbo Natale moltissime cose. Mia mamma mi ha detto che posso fare solo una richiesta, se Babbo Natale porta a me 4 regali, cosa porta agli altri bimbi? Ha ragione mamma!"
Una signora, di circa 50anni ci racconta il Natale di qualche anno fa, confrontato ad oggi.
"Quando mi sono sposata lavoravo in uno studio, come segretaria. Mio marito aveva un'azienda, il lavoro andava benissimo. Ricordo il giorno di Natale di 8 anni fa, abbiamo invitato tutta la famiglia a casa nostra, una casa che avevamo comprato da poco, fatto i regali proprio a tutti, comprato vari pensierini come premi per la tradizionale tombolata. Per non parlare della tavola: cibo in quantità industriale. Ricordo che, con i resti di quel cenone, siamo andati avanti per una settimana. Mio marito mi regalò un anello stupendo, lo porto sempre.
Oggi? Oggi è tutto diverso... meno posti al tavolo, un menù molto più povero. L'azienda è fallita e mio marito prova a darsi da fare con piccoli lavoretti quotidiani. Io lavoro ancora come segretaria ma le ore e la paga sono diminuite. Nostro figlio frequenta l'università e dobbiamo mantenerlo.
Il Natale non è più la stessa cosa".



