Tutto è pronto, fa sapere una nota comunale, per l’avvio dei festeggiamenti in onore del Santo patrono della città, San Vitaliano. Il programma, allestito dall’assessorato alla cultura guidato da Sinibaldo Esposito, prevede mostre, esposizioni, momenti di teatro, rievocazioni medioevali, spettacoli e tanto altro ancora.
Il primo, fra gli appuntamenti previsti, è la presentazione del libro “San Vitaliano disvelato” di Cesare Mulè, Edizioni La rondine, che si svolgerà al Chiostro San Giovanni domani, venerdì 12 luglio alle ore 18. In questo interessante volume, Cesare Mulè vuole spronare non solo la Chiesa diocesana, ma tutti i cultori della storia locale ad intensificare le ricerche storico-agiografiche sulla figura, l’opera e la vita del Santo Patrono della Città di Catanzaro per manifestare la profonda venerazione che i cittadini nutrono verso di lui. Nel suo studio l’Autore, anche se ne accenna solamente, fa riferimento ad una problematica molto attuale: quella dell’accoglienza degli ebrei. Presenta così un’identità di Catanzaro quale città dell’accoglienza, caratteristica che da sempre ha contraddistinto la gente dei nostri borghi. Nel genoma fondativo della città è esclusa ogni forma di antisemitismo e di razzismo. Infatti, trattando della venuta di Callisto II a Catanzaro, l’Autore afferma come lo stesso Pontefice pose sotto la sua protezione gli ebrei, atteggiamento proseguito poi da Innocenzo IV. Nel corso dell’iniziativa, il maestro orafo Gerardo Sacco illustrerà le prestigiose icone di San Vitaliano realizzate appositamente dalla ‘Gerardo Sacco & C. Srl’.
Alle ore 21, in Piazza Prefettura, sarà la volta del teatro in vernacolo con “Viva Catanzaro”, commedia scritta e diretta da Francesco Passafaro, rappresentata della compagnia Teatro Incanto.
Si tratta di una commedia "musicata" che è un atto d'amore per la città di Catanzaro. Dalle origini, più o meno incerte, della terra chiamata Italia, allo sbarco di Squillace da parte di un Ulisse presuntuoso e chicchierone, dalla fondazione della città con Cattaro e Zaro, fino ad arrivare alla poetica creazione del morzello, il piatto tipico catanzarese e alla bellissima leggenda di donna Chicchina. Infine il Ciacio, l'artista catanzarese per eccellenza, l'artista dell'abbandono, che recupera ciò che gli altri gettano nella pattumiera per farla diventare un'opera d'arte. Il tutto musicato dalla splendida colonna sonora di Rosario Raffele e Fraimac.
L’associazione culturale Incanto Arti Creative nasce nel dicembre del 2005 da una pura e incondizionata passione per il teatro, per la buona musica, per l'arte, che accomuna un gruppo di giovani ragazzi catanzaresi, volenterosi di impegnarsi attivamente in campagne di promozione culturale, divertendosi e trasmettendo agli altri la voglia di fare. Finalità primaria dell'Associazione, soprattutto nelle fasi iniziali di attività, è stato il teatro, con l'allestimento e la messa in scena di spettacoli teatrali itineranti, attraverso un'accurata selezione delle opere da rappresentare, le prime prove di una regia in erba e la ripresa di testi riguardanti argomenti di attualità, capaci di attrarre l'attenzione di un nutrito pubblico. Nel corso degli anni, il gruppo si è ampliato, si è resa necessaria una sede stabile e un'attività più puntuale e calendarizzata. E' così che è nato il Teatro Incanto, nel 2008, che ogni anno propone una stagione teatrale mista di proprie produzioni e di spettacoli di compagnie conterranee e non, accolte in qualità di ospiti. Accanto alla stagione teatrale, grande importanza viene data alla scuola e alla didattica, in virtù di una particolare attenzione riservata al mondo dell'infanzia, dell'adolescenza e dei giovani in generale. Laboratori di recitazione, mimo, dizione, educazione musicale, si svolgono regolarmente nel corso dell'anno e vedono la presenza alternata di gruppi nutriti di ragazzi e ragazze di diverse fasce d'età. L'obiettivo di questi laboratori è duplice: innanzitutto, favorire la socializzazione tra pari, in un'era come la nostra, in cui la tecnologia e la spersonalizzazione la fanno da padroni. E poi, educare questi giovani ai valori fondanti del vivere civile, quali la parità, il rispetto di se e dell'altro, la convivenza, il senso di appartenenza e di cittadinanza.



