Il tutto scritto da Elvio Porta… ma che fine ha fatto quella creatura appunto il bimbo che assiste alla pira del padre? Elvio scrive per il teatro uno spin off che Biagio Izzo abbraccia e mi chiama, per dirigerlo dopo 15 anni del fortunato
Che freddo ragazzi alias un Full Monty napoletano
Diretto sempre da me e complice, la produzione di Michele Gentile. Dicevamo uno spin-off che immagina dopo 33 anni il figlio Antonio ormai adulto, disoccupato, sposato, forse futuro papà, esaurito e perseguitato da oscuri personaggi. In più il padre Picone che entra, come uno spirito, nel povero Antonio appunto come doppio, proprio come Jekyll e Mister Hyde. Sopravvivrà? Lo vedremo. Tra una casa anni 80, una casa fatiscente, che strizza l’occhio a un luna park napoletano in disuso, si consumerà la storia senza troppi sorrisi di complicità ma con risate ai danni di Antonio… apparentemente. Risate, suoni, rumori, ricordi di una Napoli che fu e non c’è più come Picone senior. E nel finale sotto gli occhi, comunque vada, sempre malinconici di Antonio Picone junior, al caso Biagio Izzo, la canzone Assaje di Pino Daniele, cantata appunto da Lina Sastri, esploderà come un rimpianto, una speranza.
L'appuntamento è per Mercoledì 31 Gennaio 2018, alle ore 21:00, presso il Teatro Comunale di Soverato.
A Soverato ''Dì che ti manda Picone'' con Biagio Izzo e Rocio Munoz Morales
SOVERATO - La Stagione Teatrale Soverato 2018 presenza un nuovissimo appuntamento con ''Dì che ti manda Picone'', uno spettacolo con l'esuberante con Biagio Izzo e Rocio Munoz Morales e la regia di Enrico Maria Lamanna.
Nel 1984 in un decennio parecchio fruttuoso per il cinema italiano, basti pensare a Troisi, Benigni, Verdone e poi Monicelli, Scola, Nanni Loy gira Mi manda Picone, pellicola fortunata con Giancarlo Giannini e Lina Sastri. Storia di un operaio dell’Italsider di Bagnoli che per protesta alla chiusura della fabbrica, si da fuoco in tribunale davanti al figlio piccolo e alla moglie. Appunto Picone. Giannini ne prenderà il posto “lavorativo”, scoprendo un mondo nascosto fatto di camorra e mazzette. A lui bastava dire “Mi manda Picone!” e avere i crediti.
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