Nella tarda serata di ieri la Guardia di Finanza ha bloccato un peschereccio battente bandiera egiziana. L'imbarcazione sospetta è stata avvistata a largo e poi scortata da una motovedetta della Guardia di Finanza. Il grosso natante sarebbe la nave-madre che ha trascinato l'imbarcazione su cui ieri avevano trovato posto 226 stranieri. La nave, di 30 metri di lunghezza, con un'imbarcazione a rimorchio utilizzata per trafficare immigrati clandestini sulle coste calabresi, è stata bloccata in acque internazionali a 230 miglia sud est di Capo Spartivento: 10 scafisti adulti sono stati fermati, gli altri 7 sono minori e la loro posizione e' al vaglio della magistratura. La nave era stata avvistata da un aereo della missione Frontex e monitorata a distanza da un Atr 42 della Gdf mentre le unita' navali, uscite immediatamente da Taranto e Vibo Valentia, si portavano sul posto.
Ad attenderla in porto un ingente dispiegamento di forze, con diverse auto pattuglie della Guardia di Finanza, che hanno proceduto ad una sommaria perquisizione del peschereccio e al fermo dell'equipaggio composto in tutto da 18 persone, tutte di nazionalità egiziana, alcune delle quali minorenni. Al porto per controllare e coordinare le operazioni anche il Procuratore della Repubblica aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, titolare dell'indagine aperta ieri all'arrivo dei 226 immigrati.



