Paolo Catanoso e Domenico La Rosa, ambientalisti del comitato “No al Carbone” debbano difendersi per vignette satiriche contro la realizzazione della centrale di Saline Joniche». Lo dichiara la deputata M5s Dalila Nesci che esprime profonda solidarietà ai tre attivisti denunciati da Sei, la società che avrebbe dovuto realizzare la centrale, che ha chiesto loro 4 milioni di euro di risarcimento. «La satira – prosegue la deputata – è libera e deve essere riconosciuta tale anche nelle sedi giudiziarie. È uno strumento indispensabile per richiamare l’attenzione su questioni, come quelle ambientali, che altrimenti resterebbero nell’ombra». «Purtroppo – aggiunge la parlamentare – come in tutte le vicende che riguardano il progresso imposto dal capitalismo, c’è sempre una parte forte e una parte debole, la quale difende la salubrità del proprio territorio, opponendosi civilmente alle trasformazioni volute per interessi economici». Nesci conclude: «Sto con chi combatte pacificamente contro i nuovi colonizzatori della Calabria. Qual è l’interesse, peraltro, che Sei può avere dalla condanna dei tre attivisti, se non creare un precedente di modo che ogni reazione civile sia scoraggiata? Mi auguro che questo calvario finisca al più presto e che vinca la libertà di espressione».
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«È inverosimile che Noemi Evoli,
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