sta perseguitando e mettendo in croce una cinquantina di cosentini vecchi e nuovi, eseguendo le crude ed inumane disposizioni della solerte Procura della Repubblica della città, che agisce per conto di un ordine religioso senza cuore e senza pietà (azzeccata la definizione di “mercanti camuffati da suore” altro che “sacro cuore del verbo incarnato”!).
Il tutto con la connivenza di Palazzo dei Bruzi, dove un disumano Ponzio Pilato, sotto le mentite spoglie di un cristiano impegnato in politica, seppure prontissimo a recepire con la sua dis-amministrazione i recenti interventi legislativi persecutori approvati dal governo nazionale delle larghe intese, si sta assumendo la responsabilità di lavarsene le mani del calvario feroce cui sono sottoposti questi nostri novelli gesùcristi!
Peraltro, questo attacco avviene non a caso proprio il giorno dopo che il Presidente del Consiglio Renzi, già artefice insieme al ministro Lupi di interventi persecutori nei confronti degli occupanti per necessità di strutture ed edifici inutilizzati – mentre il suo partito disconosce e si disinteressa completamente del disagio abitativo di tanti calabresi – a Reggio Calabria si è detto impegnatissimo ad affrontare con determinazione i problemi della Calabria ed, evidentemente, a dare disposizioni per la messa in atto di azioni come questa di oggi a Cosenza.
Di fronte al silenzio ed alla connivenza degli ignavi e dei potenti che comandano in questa città ed in questa regione, chiediamo ed invochiamo l’intervento degli uomini di Chiesa più sensibili (e finanche del silente e freddo monsignore che regge la diocesi bruzia), per intercedere e fare intervenire quell’uomo fra gli uomini che sta in Vaticano a capo della Chiesa cattolica, in nome e per conto del Santo degli umili.
Francesco I oggi ha la possibilità di fare seguire ai suoi bellissimi discorsi un gesto concreto: faccia ritirare la denuncia e faccia regalare la struttura ai nostri fratelli e concittadini, stanziali e migranti, che da oggi, senza un suo gesto forte, con la complicità diretta ed indiretta dei tanti Pilato, saranno buttati con le loro famiglie, la loro dignità e le loro vite, al pari di oggetti scaduti, in mezzo alla strada e nella discarica interrata delle nostre coscienze sporche. La solidarietà non si compra un tanto al chilo né si dimostra con un click su una tastiera o una dichiarazione pubblica ma si alimenta di fatti e gesti concreti.
Per questo esprimiamo condivisione e stima ai compagni del comitato Prendocasa Cosenza che, in una città che sta perdendo i sui valori migliori ed assumendo il modus vivendi degli indifferenti, rappresentata da amministratori capaci solo di riunire commissioni ma complici di siffatte ingiustizie, hanno saputo far diventare la loro passione politica una ragione di vita e di impegno quotidiano, insieme ed a sostegno dei cosentini vecchi e nuovi senza casa e sempre più spinti “ai bordi della dignità sociale”.
Noi siamo e staremo sempre lì, a fianco, sodali, complici di ognuno di questi nostri fratelli perseguitati dalla mano feroce della disumana, ingiusta e feroce “legalità” bruzia e renziana: per questo, oggi con il loro sgombero le forze dell’ordine, la Procura e le suore, insensibili persino al pianto di un bambino e di sua madre, hanno ferito e pugnalato anche i nostri cuori ed i nostri sentimenti.
Francesco Saccomanno, segretario provinciale Cosenza Prc
Pino Scarpelli, segretario regionale Calabria Prc
Eleonora Forenza, segreteria nazionale Prc
(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)
Rifondazione comunista su Sgombero edificio: Crude ed inumane disposizioni
In una nota diffusa dall’Ufficio stampa del Partito della Rifondazione comunista si legge: Mentre scriviamo la Questura di Cosenza



