Non si deve aspettare il 27 gennaio, per ricordare che sei milioni di Ebrei, omosessuali, zingari, minorati, diversi, si, diversi dalla “razza Ariana, Pura”, a causa di un progetto folle, furono deportati, massacrati, uccisi!
Non si può dimenticare perché certe discriminazioni ancora oggi sono diffuse: basta accendere il televisore, e 2 volte su 3, nei talk, c’è l’uomo, la donna che vengono discriminati perché hanno cambiato sesso, il nero che è stato picchiato, insultato, la guerra nel mondo, perché etnie diverse non riescono a convivere in pace nello stesso paese, no, non si può dimenticare!
Abbiamo il dovere di Non dimenticare, e anch’io, con i miei 12 anni, ogni volta che ci penso, sento un macigno sul cuore, un angoscia terribile, e non perdo mai un documentario, un film sul nazismo e la persecuzione degli ebrei, rendendomi sempre più consapevole di quale mostruosità può compiere la mano umana se guidata da un potere diabolico.
Non si può dimenticare che durante la seconda guerra mondiale sei milioni di Ebrei considerati “razza impura, inferiore”, furono sterminati, con metodi atroci, a ricordarcelo ci sono film capolavoro come: Schindler’s List, il Bambino dal pigiama a righe, La vita è bella, dopo averli visti mi viene l’angoscia, e l’amarezza, quando nei titoli di coda non appare la scritta “fatti o riferimenti a persone o cose sono inventati, no, ogni fatto è realmente accaduto!
Non posso dimenticare, in nessun giorno dell’anno, le interviste ai deportati sopravvissuti, che, raccontano con il terrore negli occhi, le atrocità che hanno vissuto, come la donna che racconta di quando una sera il prete andò nel suo dormitorio a darle la benedizione, e quando lei chiese perché, qualcuno le disse che il giorno dopo sarebbe morta, quella notte non riuscì a dormire, e per un caso l’indomani non fu portata nelle docce!
Fortunatamente nel 1945, gli Americani aprirono i cancelli dei Lager, salvando molti Ebrei.
Il 27 gennaio, giorno della memoria, quando fu istituito era definito “OLOCAUSTO”, ma i sopravvissuti hanno preferito chiamarlo SHOA, che in ebraico significa Strage
Il concetto di razza non dovrebbe essere inteso come diversità tra gli uomini: siamo tutti uguali, figli e creature di Dio, e nessuno deve morire perché è diverso secondo un concetto di Razzismo; che parola orribile, IO NON SONO RAZZISTA anzi mi scontro con chi adotta comportamenti discriminatori, io non ho niente contro neri, Ebrei, omosessuali, down, zingari, perché forse sono anche migliori di noi.
Nonostante la sottoscrizione della dichiarazione di Stoccolma, con la quale tutti i paesi si sono impegnati a promuovere il ricordo dell’Olocausto, ancora oggi c’è il pericolo che certe situazioni, anche se in modo minore ma con risultati altrettanto distruttivi, possano verificarsi, per questo bisogna indurre i giovani a riflettere sulla pericolosità di alcuni atteggiamenti sbagliati nei confronti delle diversità delle discriminazioni sociali, facendo loro conoscere i testimoni la cui storia insegni loro ad essere delle persone responsabili, morali e civili per costruire un mondo migliore!
Raffaele Lagonia
Classe III^C sez. media
P. Galluppi



