che si riporta integralmente:
“L’ordinanza numero 36075, con la quale il sindaco Sergio Abramo ha stabilito limiti ben precisi in merito alla regolamentazione degli orari per l’intrattenimento musicale nei locali, deve essere rivista per non penalizzare, indiscriminatamente, le tante attività commerciali del settore, che sono essenziali alla struttura portante dell’economia catanzarese.
Sono certo che il sindaco prenderà in seria considerazione una richiesta, la mia, dettata dal buon senso: se è vero che la materia complessiva andava regolamentata, è altrettanto vero che le numerose realtà imprenditoriali legate alla somministrazione di bevande e all’intrattenimento musicale non possono essere sacrificate. Il mio intento – si badi bene – è quello di tutelare gli imprenditori, gli utenti, ma anche e soprattutto i cittadini, che sicuramente non saranno penalizzati da un paio di ore in più di musica nelle serate del week end. Aumentare l’orario di “tolleranza” nel fine settimana, ad esempio fino all’una del mattino, consentirebbe a Catanzaro di uniformarsi ad altre realtà italiane senza incidere sul riposo dei residenti nelle zone interessate. Inoltre, ritengo sia un’idea da prendere in considerazione, da parte dei gestori dei locali, quella di insonorizzare le proprie strutture. In questo si potrebbe consentire loro di proseguire con l’intrattenimento musicale fino alle tre del mattino.
Credo sia essenziale valutare caso per caso, verificando le distanze dalle zone abitate, e le fasce orarie da individuare, per lo stop alla musica, prevedendo variazioni per i fine settimana o per i giorni lavorativi. In un momento storico nel quale l’economia reale è immobile, ai giovani si richiede con leggerezza di “inventarsi un lavoro”, ma nel quale comunque nascono nuove attività imprenditoriali nel settore specifico, ritengo non sia il caso di penalizzare una fondamentale componente attrattiva del Capoluogo, che può ricevere considerevoli benefici economici.
Richiedo, pertanto, al primo cittadino, di modificare questo indirizzo amministrativo. Sono certo che Abramo, come sempre, saprà prestare ascolto alle istanze del territorio, traducendolo in atti normativi in grado di tutelare le prerogative di tutte le parti interessate. A nome del gruppo consiliare di “Catanzaro da Vivere”, saremo disponibili a partecipare a un eventuale tavolo di concertazione sulla materia”.
Di seguito si riporta il comunicato integrale diramato dal consigliere comunale Antonio Giglio:
“La decisione del sindaco che obbliga i titolari degli esercizi pubblici con attività di intrattenimento musicali e commerciali a sospendere le emissioni sonore alle 23 dal lunedì al venerdì e alle 24 il sabato nei giorni prefestivi, suscita molte perplessità per una serie di ragioni. Alcuni aspetti come l’eccessiva genericità dell’ordinanza (che non fa differenze, ad esempio, tra locali all’aperto e al chiuso); l’equiparazione tra attività di intrattenimento musicale diverse tra loro, come “musica dal vivo, diffusione, sottofondo musicale, cabaret, karaoke, intrattenimento musicale con la presenza del DJ e qualsiasi attività accompagnata da emissioni sonore”, ma soprattutto la restrittività degli orari, non sembrano affatto contemperare le esigenze dei residenti e quelle delle attività commerciali e dell’utenza, anzi sembrano creare un evidente squilibrio a danno di quel poco di vivacità e vitalità sociale ed economica che si realizza di sera, soprattutto nel periodo estivo. Fermo restando che le esigenze dei cittadini vanno sempre equilibrate tra loro, secondo legge e secondo buonsenso, l’ordinanza n. 36443 del 30 aprile dà invece un messaggio di restrizione degli spazi di svago e divertimento, anche per la rigidità degli orari che appare davvero eccessiva. Se ci sono, eventualmente, casi limite che creano disagi, sarebbe più sensato governarli nel particolare invece di emettere provvedimenti che si abbattono a tappeto e in forma generica. Chiediamo di rivedere tale decisione, che nella fretta di stabilire regole rigide, evidentemente eccede e opera una scelta discutibile. È sensato, quindi, chiedere che tale ordinanza venga ridiscussa tra le parti, affinché non si creino squilibri e contrapposizioni sbagliate. La questione è seria e non deve essere sminuita come polemica “movida sì-movida no”.



