Alla sbarra Antonio Napoli, Domenico Napoli eRosina Napoli,rispettivamente padre fratello e madre di Simona napoli, donna sposata con cui la vittima aveva una relazione. Inoltre, Francesco, cugino della ragazza, e Domenico Galatà, quest’ultimo ritenuto responsabile, su mandato del padre, di tentare di indirizzare Simona a ritrattare le accuse che aveva indirizzato contro la sua famiglia. Il cadavere di Pioli è stato trovato il primo marzo scorso su indicazione di Antonio Napoli, costituitosi lo stesso giorno dopo un anno di latitanza.
Dopo il rigetto da parte della Corte della richiesta di riprese televisive, il processo è iniziato.
Il procuratore della Repubblica di Palmi Giuseppe Creazzo ed il sostituto Giulia Pantano, nell’intervento d’apertura, hanno sostenuto di voler dimostrare come tutti gli imputati, tranne Galatà, abbiano con premeditazione e in concorso tra loro provocato la morte di Fabrizio Pioli. Le difese degli imputati ed in particolare i difensori di Antonio Napoli, Marcella Belcastro e Angelo Sorace, sostengono, e lo dimosreranno dicono, che la morte di Pioli non è stato un fatto preordinato ma la conseguenza di una lite Pioli e Napoli e che perciò non si tratta di un omicidio volontario premeditato, come annunciato dalla pubblica accusa. I legali di R. Napoli e di D. Napoli, Armando Veneto e Marcella Belcastro, sostengono che i loro assistiti sono estranei ai fatti contestati.
L’udienza è stata rinviata al 15 maggio, data in cui verranno sentiti gli ufficiali dei carabinieri che hanno condotto le indagini sulla sparizione di Pioli.



