nel suo quartiere, Gebbione, alla periferia sud della citta'. L'arresto e' avvenuto intorno alle ore 22,30, quando i segugi della Mobile, diretta da Gennaro Semeraro, hanno avuto la certezza che sotto il casco si nascondesse il volto di Pietro Labate, che ha tentato una disperata fuga ma e' stato subito bloccato e ammanettato. Il boss, irreperibile dall'aprile del 2011 quando era stato colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa ed estorsione nell'ambito dell'operazione Archi, era stato poi condannato in primo grado a 20 anni di reclusione. Pietro Labate viaggiava in scooter in via Argine Torrente Sant'Agata, poco distante dal luogo della cattura gli investigatori hanno scovato anche il rifugio di Labate, che non era armato e non deteneva armi neanche nel covo, all'interno del quale sono stati sequestrati gli oggetti in uso a Labate, tra cui un tablet, che ora sono al vaglio degli inquirenti, cosi' come al vaglio degli investigatori vi e' anche la posizione del proprietario dell'appartamento in cui Labate si nascondeva e altre persone che potrebbero avere fiancheggiato il latitante.
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'Ndrangheta: boss Labate arrestato in scooter
Pietro Labate, il latitante 62enne, considerato dagli inquirenti boss della omonima cosca di 'ndrangheta, catturato ieri sera dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, al momento dell'arresto guidava uno scooter



