Ma questo non è un gioco e Ginevra, oggi, non c'è più.
Un funerale straziante nella chiesa del santuario del SS. Ecce Homo, surreale e tragico, pieno di persone che non sono riuscite a darsi una spiegazione a questa terrificante tragedia.
Neanche i genitori hanno potuto dare il loro ultimo saluto alla figlia, chiusi in una casa vuota e sorda a causa della positività al Covid.
Messa in forma privata quella che stanno celebrando il vescovo della diocesi Crotone Santa Severina, mons. Angelo Raffaele Panzetta, don Francesco Anzillotta e don Francesco Bramuglia, ma sono tanti i mesorachesi presenti sul piazzale del convento per tributare l’ultimo saluto alla piccola.
Sono assenti, perché in questo momento in isolamento per il Covid, i genitori Rossella, Giuseppe e la nonna materna Maria. Mesoraca è un paese in lutto con serrande dei negozi abbassati e con tantissimi palloncini rosa a caratterizzare il percorso che porta su al convento.
A chi dare la colpa? Con chi arrabbiarsi? Il vuoto, il buio e il silenzio vengono interrotti solo dalle urla strazianti di chi rimane.
''Riempivi la casa, eri l'amore della famiglia'', così urla la zia di Ginevra accarezzando la bara e accasciandosi in un dolore che distrugge l'anima e spezza il cuore anche a chi, Ginevra, non la conosceva.
Ginevra poteva essere la figlia di tutti noi perchè oggi ci sentiamo tutti genitori e figli di un sistema sanitario precario, insicuro, confuso e disordinato.
Nessuna giustizia potrà portare mai più Ginevra tra le braccia di mamma e papà.
Ciò che rimane è il vuoto, il buio e un cuore, l'ennesimo, che smette di battere troppo presto.
Ciao Ginevra, che la terra ti sia lieve.
Perdonaci



