in quanto una delle altre due persone ha attivamente collaborato alle indagini mentre per l'altra non sarebbero stati trovati elementi di pericolosita' che giustificassero l'arresto. Gli arrestati sono Domenico Mignolo, gia' noto agli inquirenti, ritenuto vicino alle cosche della 'ndrangheta del cosentino; Alberto Ruffolo ed Alberto Novello. Il mandante sarebbe Mignolo. Le intimidazioni, avvenute nel maggio scorso, erano consistite nell'incendio delle auto del sindaco, Eduardo Vivacqua, e di un assessore e nel tentativo di incendiare anche l'auto del vice sindaco, Pino Belmonte, direttore del centro commerciale "Metropolis" di Rende (Cs). La pronta reazione dei familiari di quest'ultimo aveva evitato che l'auto fosse distrutta. I Carabinieri hanno lavorato esaminando i tabulati telefonici degli indagati e anche i biglietti con minacce lasciati sui luoghi delle intimidazioni, ricavando importanti tracce biologiche che hanno portato agli arresti. Nei biglietti, sempre uguali, si pretendevano 5 posti di lavoro al Comune o al "Metropolis". "I voti sono stati dati", si legge nel biglietto fatto recapitare dagli arrestati di oggi agli amministratori di Marano Marchesato, insieme con alcuni proiettili e fiori viola. "Se entro fine mese - era stato scritto - non escono 5 posti di lavoro al Comune o al Metropolis, ogni singolo voto diventera' un colpo di pistola direttamente sulla vostra pelle. Per il sindaco, Pino Belmonte e Domenico Carbone. Distinti saluti". Non ci sono elementi, e' stato detto in conferenza stampa, per sapere se, nel corso della campagna elettorale, gli amministratori avessero promesso qualcosa agli indagati. Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre ai vertici cosentini dell'Arma dei carabinieri, il comandante provinciale Giuseppe Brancati e il ten. col. Vincenzo Franzese, anche il procuratore capo di Cosenza, Dario Granieri, e il pm Antonio Tridico. Le richieste di lavoro, riguardavano, in un caso, uno stretto familiare di uno degli indagati.
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Attentati ed intimidazioni, arresti nel Cosentino
Cosenza - Gli indagati per la vicenda sono in tutto cinque, ma gli arrestati sono tre,



