descrive l'omicidio dell'ex moglie Lea Garofalo nel lungo racconto fatto oggi davanti ai giudici della seconda sezione della Corte d'Assise d'Appello di Milano nel processo che vede imputate sei persone, tra cui lo stesso Cosco, per la morte della testimone di giustizia calabrese. Una versione che stride in piu' punti con quella fornita dal pentito Carmine Venturino, il quale aveva detto che a uccidere Lea, strangolandola, furono i fratelli Carlo e Vito Cosco, mentre lui non era presente nell'appartamento milanese di piazza Prealpi. "Era verso le sette e qualcosa - ha spiegato Cosco durante il controesame del pomeriggio svolto dal pg Marcello Tatangelo - io, Venturino e Lea siamo saliti, abbiamo visto la stanza del letto e abbiamo parlato del bagno che era tutto vecchio, da rifare. Man mano che parlavamo sono successe delle parole. 'Non ti faccio piu' vedere Denise. Sei sempre uno str..., hai la testa che avevi prima, dicevi che la casa non ce l'avevi e invece ce l'hai', mi ha detto lei. 'Ma la casa non e' mia', ho risposto e lei mi ha detto che non se ne voleva andare piu' e non mi avrebbe piu' fatto vedere Denise". Il pg ha chiesto come mai mancasse dalla casa il cordino delle tende col quale, secondo Venturino, Lea sarebbe stata strangolata. "Ne sento parlare adesso di questo cordino"' ha ribattuto l'imputato. Dopo l'omicidio, "sono andato a casa a rilassarmi un po', ero ancora tutto agitato, poi sono andato in via Montello, ricordo che c'era la partita... C'era mio fratello Sergio, gli ho detto e' successo questo, cosi' e cosi', l'ho uccisa. Vedete come dovete fare per fare sparire il corpo. Lui mi ha detto: vai a consegnarti. Io non sono andato a consegnarmi perche' non volevo perdere mia figlia Denise". "Se organizzavo l'omicidio come dice la procura io adesso non sarei qui", ha concluso Cosco, alludendo al fatto che non sarebbe stato scoperto.
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Omicidio Garofalo, uccisa con due pugni
MILANO - "Non l'ho strangolata, dopo che le ho dato due pugni aveva gia' perso conoscenza, quando ha picchiato la testa per terra secondo me era gia' morta e ha iniziato a perdere sangue". Cosi' Carlo Cosco
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