a bonifica e il restante 50% deve essere rimosso ed avviato allo smaltimento secondo le procedure previste dalla normativa vigente; in particolare, per tutte le coperture e le canne fumarie si deve provvedere alla bonifica mediante operazioni di incapsulamento o confinamento o rimozione, i serbatoi idrici, altresi', devono necessariamente essere rimossi in quanto potenziali fonti di inquinamento di amianto di fibre aero-disperse in ambiente indoor; i rifiuti, infine, dovranno essere rimossi e smaltiti''. E' questo uno dei tratti salienti del report conclusivo che il Centro Geologia e Amianto dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria (Arpacal) ha realizzato a conclusione del protocollo d'intesa con il Comune di San Basile, in provincia di Cosenza, per la rilevazione e l'accertamento della presenza di amianto nel centro abitato e nelle aree limitrofe, sulla base delle informazioni contenute nelle schede di auto notifica presentate dai cittadini su iniziativa ed invito dello stesso Comune. Il report, consultabile online sul sito www.arpacal.it , contiene anche le schede dei siti individuati e, quindi, valutati dai tecnici dell'Agenzia ambientale calabrese. La procedura seguita, infatti, ha previsto una prima valutazione dei dati forniti dall'Ufficio tecnico comunale e la successiva programmazione delle attivita' e azioni conseguenti. L'Arpacal ha, quindi, effettuato sopralluoghi volti al riscontro della presenza di materiali contenenti amianto (MCA) mediante verifica visiva, campionamenti e analisi di laboratorio. La campagna di monitoraggio e controllo e' stata realizzata in un arco temporale compreso tra la fine dell'anno 2011 ed il mese di settembre 2013. (ASCA)
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Arpacal, concluso progetto amianto a Sorbo S. Basile
CATANZARO - ''Dai risultati ottenuti si desume che il 50% del Mca (Materiali contenenti amianto) deve essere sottoposto
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