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Vibo, convegno organizzato dall'Ucid, il femminicidio e la prevenzione

Di seguito la nota diffusa dagli organizzatori: Femminicidio, un termine ricorrente nei dibattiti quotidiani che richiama il fenomeno allarmante anche nella casistica, dell’uccisione inaudita delle donne e sempre più per mano di persone prossime: mariti, compagni, conviventi e, nell’ambito di queste categorie, anche da ex.

Un termine che segna sempre più spesso il tragico epilogo di storie, comunque assurde, di sopraffazione, costrizione, subordinazione, fisica e psicologica, che trovano vittime nell’universo femminile e che raccontano di una diffusa difficoltà di ribellione e denuncia.
Su questo l’U.C.I.D. (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) di Vibo Valentia ha voluto mantenere alta l‘attenzione mettendo a confronto competenze ed esperienze con l’incontro dello scorso 30 Aprile alla Camera di Commercio, e con il patrocinio dell’Ente, su “Interventi di prevenzione e contrasto alla VIOLENZA SULLE DONNE“.
Chiamate ad intervenire istituzioni e mondo dell’Associazionismo per una valutazione diretta del fenomeno e anche per un impegni concreti di sostegno alle vittime e di necessarie azioni di prevenzione.
Coordinati dalla giornalista Rosanna De Lorenzo, hanno offerto il loro interessante contributo Luigia Barone –Avvocato, Vice Presidente Differenza Donna; Stefania Figliuzzi, Avvocato, Presidente Attivamente Coinvolte; Pasqualino Ruperto –Presidente Fondazione Calabria Etica, Giovanna Cusmano – Avvocato, Presidente Commissione Regionale Pari Opportunità.
Tutti sono stati concordi nel ritenere la violenza sulle donne –nella forma pubblica o privata, fisica o psicologica- oltre che un dramma personale anche una piaga sociale. La cronaca, infatti con cadenza quasi quotidiana, ci rimanda storie di “ordinaria follia“ che si accavallano e si inglobano per similitudine di presupposti e finalità: sentimenti di gelosia e possesso di uomini che tendono a una malsana rivendicazione, anzi imposizione di appartenenza e dominio, frutto di poca considerazione della donna, della sua personalità, della sua volontà. Una situazione, è stato sottolineato, strutturale e sistemica nella storia dell’umanità e trsversale rispetto a livello sociale e culturale. I dati 2012 ultimamente diffusi dall’Ossevatorio Telefono Rosa sono esplicativi: 124 donne ferocemente uccise; violenza fisica in aumento dal 18% al 22%; autore degli atti di violenza è il marito nel 48% dei casi, il convivente nel 12% e nel 23% l’ex; per quanto riguarda l’età si tratta prevalentemente di uomini tra i 35 e i 54 anni (61%); e ancora, a colpire sono impiegati per il 21%; il 46% in possesso di istruzione di scuola media superiore e il 19% di laurea.
La prevenzione dunque, si è detto, non può che passare da una svolta culturale a favore del pieno rispetto delle donne e, in primis, della loro dignità di esseri umani. Considerazioni, si è sottolineato, che potrebbero sembrare banali in una società che si dice evoluta come la nostra, ma che, invece, hanno la loro triste valenza se si pensa che è solo nel recente 1996 che la violenza sessuale è stata considerata non più reato contro la morale pubblica bensì delitto contro la persona, e questo dopo ben 19 anni di iter parlamentare della legge.
Per arginare il fenomeno della violenza e delle discriminazioni di genere servono dunque interventi incrociati di educazione degli uomini al rispetto delle donne, da un lato e dall’altro, che queste acquisiscano sicurezza e fiducia in loro stesse e nelle istituzioni. Due le direttrici fondamentali in questo senso, e agli antipodi del fenomeno: assicurare il lavoro, ovvero indipendenza economica; assicurare giustizia, ovvero certezza della pena.
Importante, come hanno ricordato Luigi Barone e Stefania Figliuzzi, il ruolo delle Associazioni di Volontariato per l’accolgienza, l’ascolto, e il supporto delle istituzioni in maniera diretta o attraverso le strutture di diramazione quale, ad esempio è, come ha spiegato il Presidente Pasqualino Ruberto, La Fondazione Calabria Etica costituita dalla Regione Calabria.
A conclusione dell’incontro, nel suo appassionato intervento, l’Avv. Giovanna Cusumano ha relazionato sugli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne già realizzati dalla Commissione Regionale Pari Opportunità da lei presieduta ed ha presentato le progettualità in itinere che- ha detto “possono essere ritenute delle nostre buone prassi da esportare con orgoglio fuori dai confini regionali“. Richiamati dalla Cusumano alcuni recenti significativi interventi: proposta al Consiglio Regionale, accolta positivamente, della Costituzione di Parte Civile nei processi di genere; Protocollo d’Intesa con l’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria (già con prospettiva di estensione a quelli delle alre province calabresi) per la difesa gratuita (diversa dal gratuito patrocinio non prevedendo la proma alcun compenso per l’attività professionale); Protocollo d’Intesa con il CORECOM per monitorare l’uso delle immagini femminile soprattutto nella pubblicità e per intervenire a tutela all‘occorrenza.
Nel corso dell’incontro, poi, è stato proiettato il cortometraggio tematico di Francesca Archibugi “Giulia ha picchiato Filippo“ con protagonisti Riccardo Scamarcio e Yasmine Trinca, che ha dato ulteriori spunti di analisi e riflessione.

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