delle Primarie dell'Unione a Locri l'on. Franco Fortugno, all'epoca vice presidente del Consiglio Regionale della Calabria. Un giorno che molti considerano uno spartiacque nella storia della nostra regione, e non solo perche' la 'ndrangheta ha assassinato un esponente di primo piano del mondo politico calabrese, dando quindi un segnale di contiguita' con la ferocia della mafia siciliana di Toto' Riina, ma anche perche' quel giorno nacque in Calabria il primo movimento antimafia con giovani calabresi che ci mettevano finalmente e coraggiosamente la faccia, il movimento 'Ammazzateci tutti' con in testa Aldo Pecora e tantissimi ragazzi che tre giorni dopo, al funerale di Franco Fortugno, non esitarono ed esporre uno striscione di sfida nonviolenta agli uomini della 'ndrangheta, uno striscione dove con sole quattro efficacissime parole si sanciva la fine dell'epoca della paura e dell'omerta' in Calabria: e adesso ammazzateci tutti''. Con queste parole Rosanna Scopelliti, parlamentare del NCD e componente della Commissione Parlamentare Antimafia, ha iniziato a ricordare il nono anniversario della tragica scomparsa dell'on. Fortugno a Locri. ''Franco Fortugno - ha continuato la giovane parlamentare antimafia calabrese - e' stato ucciso perche' era un galantuomo, un politico onesto, un sognatore, un medico prestato alla politica che in essa aveva intravisto uno strumento di liberazione per la sua terra dai problemi atavici che l'avevano tenuta sempre in ginocchio di fronte alla storia. Chi l'ha ucciso ha intravisto in lui un ostacolo insormontabile all'ingresso della malapolitica in Regione Calabria, e per questo non ha esitato ad eliminarlo''. ''Ma il sangue di Franco Fortugno - continua la deputata - come spesso avviene con il sangue dei martiri, ha fecondato la terra su cui e' stato sparso, ed invece di generare il terrore e la rassegnazione come era nelle intenzioni dei mandanti e degli esecutori, ha generato un'ondata incredibile di emozione e di indignazione che ha percorso la Calabria onesta, un sentimento interpretato mirabilmente da quei giovanissimi ragazzi di Polistena che hanno scritto quelle quattro parole su uno striscione che poi e' diventato un movimento antimafia che tramite internet si e' ramificato in tutta Italia. Io stessa, che dopo l'omicidio di mio padre non avevo piu' voluto tornare in Calabria, ho capito in quel momento che i calabresi, quei giovani calabresi, erano la mia gente, ed ho deciso di impegnarmi affinche' la Calabria trovasse insieme a loro la sua liberazione dalle mafie''
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Scopelliti, liberiamo la regione dalla 'ndrangheta
''Sono trascorsi nove anni da quel 16 ottobre 2005, il giorno tragico in cui veniva assassinato in un seggio
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