malattia che ha portato i medici ad inserirgli una batteria nel corpo, proprio per tenerlo in vita. Ma Robbie non è un robot. Robbie vive come tutti gli altri bambini, con il terribile timore e la preoccupazione continua di un corpo estraneo che, grazie alla tecnologia, gli salva la vita ogni giorno. Robbie oggi ha sei anni. Quando ne aveva tre, fu colpito da una rarissima malattia didistrofia muscolare, che gli ha contorto il torso portandolo a dover stare su una sedia a rotelle. Se i medici non avessero studiato l’escamotage della batteria sotto la pelle del petto, con il fine di ricablare il cervello con degli impulsi tramite gli elettrodi, per far sì che il piccolo si muova in autonomia, ora Robbie non potrebbe camminare. La malattia è stata notata dai genitori, il padre Doug e la madre Jane, che hanno scoperto che il piccolo torceva il braccio in modo strano, e successivamente il piede ed il torso: improvvisamente un giorno non riusciva più a camminare. Però, fortunatamente, dopo che nel 2009 nell’Ospedale Sick Children di Edimburgo gli fu diagnosticata la distrofia, i medici dell’Evelina Children’s Hospitalhanno operato il piccolo, che dopo una settimana poteva già camminare.
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Un bambino dal sorriso ingenuo, dolce e sereno, solo apparentemente. La storia di Robbie è davvero tragica, a causa di una gravissima
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