Non ha dato alcuna certezza sui tempi dell'effettivo completamento della A3. Per i 60 km che attraversano la provincia cosentina non si prevede alcun ammodernamento. Per quanto riguarda la programmazione degli investimenti, Ciucci si è trincerato dietro le responsabilità dei Governi , invece di dire con chiarezza quali sia stato l'ordine delle priorita' nella definizione delle progettazioni e quindi delle strategie di realizzazione delle opere, sia in riferimento alla A3 che alla SS 106, la cui modernizzazione e messa in sicurezza viene trattata non in maniera organica secondo un'asta unica progettuale di rango europeo. Infine, non è di poco conto che Ciucci non abbia inteso entrare nel merito nei rapporti tra Anas e ''general contractor' sia per quanto riguarda la mole del contenzioso e la rispettiva quantita' di finanziamenti milionari che verrebbe sottratta alla realizzazione delle opere, sia per quanto riguarda il governo delle attivita' di subappalto. E' notorio, ma Ciucci lo ha negato - continua Adamo - che le ricadute per le imprese calabresi sono pressoche' inesistenti. Anzi, i calabresi in questi anni attraverso la vicenda dello svolgimento dei lavori autostradali si sono dovuti caricare l'ingiuria della presenza mafiosa, mentre le responsabilita' e i profitti si iscrivevano in capo al sistema delle aziende del Nord. Mi auguro solo che l''iniziativa di oggi non sia un punto di arrivo ma di partenza di un rapporto istituzionale che per essere piu' virtuoso negli interessi della Calabria deve vedere, in ogni caso, una regione meno subalterna e meno accondiscendente verso le strategie industriali dell'Anas''.



