informa una nota, (oggi comunità don Gelmini), struttura con precipue funzioni sociali incastonata in un ambiente suggestivo ricco di biodiversità, sarebbe una vera iattura.
Il territorio in cui la stessa insiste non può prescindere dalla presenza di questa peculiare struttura.
In tal senso un contributo fattivo può giungere dalla cooperativa Monte Zervò (composta da molti giovani che hanno scelto di rimanere in questa terra), che molto può dare in termini non solo gestionali ma anche progettuali, di lavoro e di sviluppo e da sinergie progettuali con l’Ente parco, organismo quest’ultimo cui affidare la cabina di regia per tutto l’entroterra ricadente nel territorio del parco, candidandolo altresì come Ente attuatore per i prossimi finanziamenti europei dedicati alle zone rurali e di montagna.
L’entroterra locale, lo ribadiamo, è uno scrigno pieno di preziose risorse da rilanciare senza se e senza ma.
In tal senso stiamo profondendo molteplici sforzi per contrastare l’abbondono, che finisce col depauperare ulteriormente i nostri originali territori.
La Cisl in quel di Zervò ha dato vita a diverse iniziative ( alcune delle quali in collaborazione con la cooperativa) indicative della capacità della montagna di essere produttiva.
Chiediamo a tutte le istituzioni di scendere in campo senza indugio alcuno per scongiurare la soppressione di questo presidio.
Questo importante patrimonio umano e di conoscenza non può assolutamente andare disperso.
Una comunità che va sanata, poiché pensata e voluta per aiutare la Vita e dare speranza di rinascita a tanti giovani che nel corso della loro vita si sono smarriti.
Il recupero attraverso il lavoro è un esempio di come si possono portare buoni risultati in zone di grande bellezza e valore.
IL SEGRATARIO GENERALE CISL R.C IL SEGRETARIO GENERALE FAI CISL R.C
Domenico Serrano Piscioneri Romolo
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Reggio, Fai e Cisl: “Giù le mani dalla Comunità don Gelmini di Zervò”
La paventata chiusura dell’ex sanatorio del monte Zervò,



