che si traducono in una serie d'improvvise, e non preannunciate, interruzioni di erogazioni dell'acqua potabile a Reggio Calabria; ma anche sul diffuso degrado manutentivo ed a "particolari liturgie bizantine che dilagano in questa citta'", ivi compreso, dice . "lassismo e permissivismo burocratico che rappresentano ormai regola sistematica e quasi legittima". Il tutto con l'intento che "finalmente si possa restituire fiducia e tranquillita' ad una collettivita' che crede nella giustizia che pero' recentemente molto ha fatto per non essere credibile". Il dossier e' parte di un'istanza che e' stata inviata al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, al dottor Vincenzo Panico, Coordinatore Commissione amministratrice del Comune di Reggio Calabria ed al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Gallina. Chizzoniti chiede, dopo una segnalazionee di eventi, circostanze sospette, accadimenti preoccupanti e deduzioni logiche ancorche' rilevanti giuridicamente, al Procuratore della Repubblica di "disporre immediate indagini tese all'accertamento di qualsivoglia responsabilita' penale nella specie sussistente e poiche' da queste parti in casi del genere normalmente si sviluppano incendi negli uffici dove si custodiscono carte importanti laddove le stesse non vengano attenzionate da fures molto speciali, come nel caso accertato addirittura pressa codesta Procura recentissimamente".
Chizzoniti chiede anche il sequestro dei documenti. "Con particolare attenzione a quelli afferenti qualsiasi intervento manutentivo idrico - dice - realizzato in citta' dall' 1/05 in poi, ed, ordinando contestualmente la verifica tecnica tra quanto emerge dalle carte in ordine alle riparazioni - vere o presunte che siano - ed i lavori effettivamente eseguiti; con specifico interesse investigativo relativo alle proiezioni parentali delle ditte utilizzate, confrontando, inoltre, la spesa allo stato maturata con quella sostenuta nello stesso periodo dell'anno 2012, individuando i proprietari delle autobotti, eventualmente utilizzate per alleviare l'incredibile disagio causato, nonche' le parentele degli stessi; quantificando il costo a carico dell'erario pubblico, accertando, altresi', se in ordine alle perdite d'acqua riparate, sia stato maldestramente utilizzato materiale arido o di cava, di fiumara, ovvero materiale stabilizzato previo collant protettivo di sabbia, verificando, anche la consistenza degli assi patrimoniali riconducibili ai tecnici di riferimento". Richiamando, inoltre, "le pregresse segnalazioni inerenti le sistematiche perdite idriche, l'omesso, ovvero, approssimativo ripristino del manto stradale a seguito di lavori, fra l'altro, eseguiti non sempre a regola d'arte, nella stessa istanza", il presidente Chizzoniti invita i Commissari governativi "ad acquisire i documenti richiamati disponendo, nei limiti del consentito possibile, gli stessi controlli richiesti all'Autorita' giudiziaria" .



