L’ala pubblica di Palazzo Fazzari “passa” al Comune. L’accordo, sancito da una delibera della giunta Scopelliti su proposta dell’assessore al patrimonio Mancini, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa svoltasi al “Fazzari Cafè”,
All’incontro con i giornalisti erano presenti il sindaco Sergio Abramo, affiancato dal vicesindaco e assessore alla cultura, Sinibaldo Esposito, e agli assessori regionali Giacomo Mancini (patrimonio) e Domenico Tallini (personale). Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati i termini dell’accordo tra la Regione e il Comune che prevede la concessione in comodato d’uso gratuito per dieci anni dell’ala di proprietà regionale dello storico palazzo, costruito tra il 1870 e il 1874 dall'architetto fio-rentino Federico Andreotti. Il prestigioso immobile si estende su circa 500metri quadrati, tra secondo piano e mansarda della dimora che fu del generale garibaldino Achille Fazzari. Il primo cittadino ha definito “un’operazione importante, che si inserisce nell’ambito dei progetti che l’Amministrazione comunale ha in programma per la rivitalizzazione del centro storico”.
“Ancora non sappiamo esattamente a quale uso sarà destinato questo splendido Palazzo – ha spiegato Abramo -certamente sarà in grado di ospitare importanti mostre ed esposizioni, ma, nel frattempo, penseremo alla sua ristrutturazione”.
“Acquisiamo questo bene culturale della città, perché come tale va considerato – ha sottolineato il vicesindaco Esposito – non in modo passivo, ma propositivo. La cultura è uno dei mezzi fondamentali che ci può aiutare a uscire dalla crisi che stiamo vivendo. Potrebbe risultare interessante la creazione di spazi espositivi che, affiancati a quelli del Complesso monumentale del San Giovanni, rendano Catanzaro la città delle mostre”. Gli assessori regionali, Giacomo Mancini e Domenico Tallini, ci hanno tenuto a evidenziare l’eccellente lavoro svolto dai funzionari della Regione, i quali, “ si sono impegnati ad accorciare i tempi dell’iter burocratico che ha fatto seguito al primo sopralluogo e che ha portato oggi alla stipula dell’accordo”.
“E’ nostra intenzione – hanno proseguito Mancini e Tallini – puntare alla valorizzazione di questa storica struttura. E’ per tale motivo che si sono incrociate le volontà delle due amministrazioni, comunale e regionale in un unico grande gioco di squadra”.
Il consigliere Carlo Nisticò, delegato all’urbanistica, ha puntato l’attenzione sull’importanza del recupero di Palazzo Fazzari che “va eseguito - ha affermato, con la giusta sensibilità”.
Infatti, l’edificio, oltre a essere un simbolo della città, rappresenta un esempio importante di architet¬tura eclettica nel panorama del costruito catan¬zarese e calabrese in genere, in cui si fondono insieme connessioni fiorentine e cultura locale. In origine il Palazzo era di proprietà della famiglia Corrado prima che, nel 1869, fosse espropriato per permettere i lavori di ampliamento dell'allora corso Vittorio Emanuele, oggi corso Mazzini.
Nuovo proprietario divenne Achille Fazzari, a condizione che ne demolisse una parte per lasciare spazio all'allargamento citato. Tutta la costruzione fonde insieme caratteri toscani, presi in prestito dai palazzi Medici-Ricciardi, Gondi e Antinori di Firenze - in particolare per l'uso della pietra e del bugnato al posto dell'intonaco e per il coronamento del tetto a larghi spioventi - con caratteri calabresi inerenti la scelta dei materiali, la pietra di Stalettì, e le particolari soluzioni compositive d'angolo poste in facciata, che riprendono quel¬li più antichi di palazzo Cavalcanti a Cosenza o di palazzo Di Francia a Vibo.



